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Il Cardinal Mia Cara

Regia di - Paolo Orlandelli
Al teatro Teatro di Documenti di Roma
dal 11.04.2012 al 15.04.2012



Amica mia, fallo, ma non gridarlo ai quattro venti!



Trama:
"Il Cardinal mia cara" è un dialogo irriverente e sofisticato tra un Cardinale immorale e un professore credente ma dubbioso circa le posizioni della chiesa cattolica sulla questione omosessuale, intrecciato al rapporto d'amore tra un uomo e un ragazzo che finisce in tragedia. Il rapporto tra l'uomo e il ragazzo è paradigmatico delle relazioni che diffusamente intercorrono all’interno delle mura leonine, ma prende le mosse da una vicenda particolare, sfociata nel fatto di sangue avvenuto il 4 maggio del 1998, quando il neo-comandante delle guardie svizzere, sua moglie, e un giovane vice-caporale, furono trovati uccisi con colpi d’arma da fuoco nell’appartamento del comandante.
...continua


Recensione:

La Roma bene dei salotti attigui a certi ambienti viene sagacemente descritta in apertura di pièce. Il Cardinal Mia Cara passa in rassegna gli invitati spiazzando il Professore che lo accompagna e che fatica a sintonizzarsi sui suoi toni insolenti e maleducati. Il Cardinale veste i panni dell’educatore immorale e dialoga con lo spettatore mentre si confronta con il professore, zelante accolito, figura piena di umani dubbi nel cercare di conciliare la sua omosessualità con la fede cristiana e la condanna della Chiesa della pratica di Sodomia.

Il Cardinale chiarisce con un linguaggio schietto e deciso che per la Chiesa il problema non è l’omosessualità ma lo scandalo. Distingue tra l’omosessualità, che non è condannata dalla Chiesa, e la sodomia, che è l’esercizio dell’omosessualità, e che invece viene punita perché comporta la dispersione del seme. La Chiesa non punisce chi non esercita l’omosessualità e il fatto che la carne sia debole è un discorso da affrontare su tutt’altro piano. Per risolvere la questione e dissolvere i suoi dubbi, il Cardinal Mia Cara, con sfacciato cinismo, suggerisce piuttosto al professore di farsi furbo e conciliante, invece di chiedersi se un omosessuale e un eterosessuale abbiano o meno la stessa anima.

Intanto i retroscena di un potere misterioso vengono svelati attraverso la relazione tra il Ragazzo e l’Uomo: la ragion di stato si scontra con l’emotività giovanile che ricerca l’amore laddove l’Uomo preferisce aspettare per ottenere i riconoscimenti e il potere che desidera. Ma la ragion politica non si può conciliare con la ragione del cuore e il Cardinale resta schierato dalla parte del potere.

Il potere è talmente importante che non si può mischiare con altro. Amore e potere non si uniscono, casomai camminano paralleli.

La disquisizione filosofica approfondisce il rapporto tra omosessualità e potere e scopre le carte sulla posizione della Chiesa nei confronti degli omosessuali che essendo “troppo liberi e senza regole” non sono abbastanza disponibili o produttivi per servirla.

E’ l’opportunismo con tutte le sue maschere e retroscena che viene raccontato in questo testo caustico e sincero. La messa in scena però indebolisce con un’azione lenta e spezzettata l’incisività della parola. I continui cambi scena, appesantiti da lunghe pause al buio, hanno un effetto spiazzante sullo spettatore che fatica a riprendere il filo del discorso. Ma almeno restituiscono un senso di spiazzamento e di scalpore sottopelle, che l’autore sembra voler trasmettere oltre la sfacciata e insolente dialettica.

Apprezzabile l’attenzione a un tema sempre attuale e a certi scandali avvenuti e presto soffocati dietro dichiarazioni ufficiali, che qui invece vengono smaccatamente sviscerati.

Ognuno ha le reliquie che si merita




CuriositÓ:

A fine rappresentazione è prevista una visita guidata gratuita dello spazio scenico del Teatro di Documenti, ideato da Luciano Damiani.

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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 50
Fabio Croce (Autore)
Paolo Orlandelli (Regista)
Giorgia Rauccio (Scenografia)

CAST
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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