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Satyricon

Al teatro Vascello di Roma
dal 13.04.2012 al 29.04.2012



Una visione contemporanea al teatro stabile d'innovazione.



Trama:
Sei drammaturghi italiani per un Satyricon contemporaneo. I singoli Episodi/Capitoli confluiscono in un allestimento complessivo e di sintesi dei molteplici contributi autoriali.
...continua


Recensione:

Dell’opera di Petronio del I sec. d.C. restano ampi estratti dei libri XV e XVI, che permettono di ricostruire la trama in modo approssimativo. Da questi intensi frammenti si disegna il ritratto di un’età inquieta che assomiglia a quella in cui viviamo. Ecco perché Massimo Verdastro affida la rivisitazione degli episodi del grande romanzo della latinità ad alcuni tra i più significativi autori contemporanei. Ogni autore esplora le pagine antiche per farne scaturire sette inedite drammaturgie, allestite attraverso fasi laboratoriali e infine articolate in cinque momenti teatrali (capitoli).

A questa magnifica visione contemporanea partecipa anche un’equipe di creazione interdisciplinare, arricchendo di video, pitture murali, scene e costumi, coreografie, canti e performance l’interessantissimo progetto che racchiude con grande sagacia, notevoli capacità performative e intensa forza espressiva, l’esperienza umana.

La narrazione si apre con una discussione tra il giovane Encolpio e il poeta-pedagogo Eumolpo sul tema della decadenza dell’eloquenza. Criside, la lunatica guardiana della pinacoteca, introduce gli spettatori all’incredibile repertorio lì custodito. Il vecchio retore illustra al suo giovane compagno il precario e malinconico equilibrio tra vizio e saggezza, medicando il dolore di vivere e la sofferenza per l’espressione bestiale dell’uomo capace di “quelle troie di guerre” che segnano l’inquietudine dell’anima che fatica a vivere in quell’età in cui non facciamo fatica a riconoscerci.

Nell’opera di Petronio le vicissitudini di Encolpio, il suo giovane amato Gitone e l’infido amico-nemico Ascilto proseguono sullo sfondo di una Roma che in questa messa in scena è luogo di corruzione e disfacimento, rappresentato dalla disgregazione del linguaggio, in bilico tra codici da sms e omaggi al dialetto romanesco. Tra clinic, bordelli e squallide locande si disegna la disgregazione dell’animo umano che cerca semplicemente riparo, non avendo alcuna prospettiva a cui aggrapparsi.

Splendida e ottimamente interpretata la reinvenzione della sacerdotessa di Priapo: tra lazzi e sberleffi, bizzarrie e oltraggi, attraversa il tempo con un latino maccheronico per punire in ogni dove i profanatori dei riti orgiastici di Priapo. Così i tre giovani verranno puniti per aver osato assistere non invitati alle pratiche segrete della sacerdotessa e dei suoi improbabili assistenti, ciascuno dei quali completa la cornice satirica di quest’opera che incarna la forza della contemporaneità pur poggiando sul passato e sulla tradizione.

Il Teatro Vascello, teatro stabile d’innovazione, ospita questo interessante progetto di incontro tra la stabilità dei classici delle culture lontane e l’incessante vitalità della creatività contemporanea, che reinventa e rinnova la drammaturgia dei nostri giorni.




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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 120 minuti
Antonio Tarantino (Autore)
Letizia Russo (Autore)
Luca Scarlini (Autore)
Magdalena Barile (Autore)
Massimo Verdastro (Regista)

CAST
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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