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Parlami di Me

Regia di - Marco Mattolini
Al teatro Il Sistina di Roma
dal 13.05.2008 al 25.05.2008



Christian De Sica rende omaggio al teatro con un musical pieno di brio e malinconia scritto da Maurizio Costanzo e Enrico Vaime.



Trama:
Uno balletto di otto ragazze e quattro fra attori e attrici per raccontare la storia di un primo attore, avendo la possibilità di leggere i suoi pensieri, di capire la sua psicologia, le ansie, le speranze, gli orgogli e i capricci.
...continua


Recensione:
“Parlami di me” è un affettuoso omaggio al teatro da parte dei due autori, Maurizio Costanzo e Enrico Vaime, e del suo protagonista Christian De Sica che, dopo il grande successo di “Un americano a Roma” torna al Sistina con uno spettacolo vivace ed appassionante, a tratti malinconico e mai privo di stile. Si potrebbe paragonarlo ad uno di quei biglietti di auguri cantati e ballati che, senza l’imbarazzo iniziale della sorpresa, lasciano compiaciuti e divertiti per la sensibilità dell’intenzione. Un tributo rivolto al teatro di varietà, dell’avanspettacolo, di rivista e della commedia musicale tanto cara a Garinei e Giovannini. Tanti generi a confronto nello spettacolo diretto da Marco Mattolini che con esperienza e spiccate doti visive è riuscito a confezionare 90 minuti di gustoso intrattenimento con tanto di orchestra dal vivo di venti elementi e proiezioni di immagini inedite ed evocative. L’indiscutibile carisma di Christian De Sica si mette al servizio di una scrittura fatta su misura per lui, l’attore di tanti film di Natale racconta la sua vita, la responsabilità di essere figlio d’arte, attraverso il suo amore per il jazz rende omaggio ai grandi performers americani e non perde occasione per cimentarsi, alla sua maniera, con grandi classici come Shakespeare, Goldoni, e Checov. A rafforzare i toni brillanti dello spettacolo ci pensano ballerini e attori professionisti pronti a scattare sulle punte al battito delle mani esperte di Franco Miseria con tanto di ancheggiamenti e gambe all’aria a ricordare il mambo di Sofia Loren in “Pane, amore e…” con papà Vittorio, o le coreografie raffinate di “All that jazz” di Bob Fosse. L’amico di sempre Paolo Conticini insieme alla brava Laura Di Mauro accompagnano De Sica in questa avventura che tra una canzone e l’altra ci racconta anche la storia di una sconclusionata compagnia teatrale, rappresentando gli sconforti, le gioie, le ripicche, la passione dei teatranti, “eterni bambini che vanno capiti”.


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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 90
Enrico Vaime (Autore)
Maurizio Costanzo (Autore)
Marco Mattolini (Regista)
Marco Tiso (Compositore)
Mario Catalano (Scenografia)
Laura Costantini (Costumi)

CAST
Christian De Sica (Attore (primo nome))
Paolo Conticini (Attore (secondo nome))
Laura Di Mauro (Attore)
News
Eyes Wine Shot: le vie del vino passano per il teatro

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AAA – Autori cercansi (concorso regionale)

Scade il 14 marzo il bando che premia una commedia brillante inedita con produzione e distribuzione.




La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia



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