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Indovina chi viene a cena?

Al teatro Ghione di Roma
dal 14.10.2008 al 02.11.2008





Trama:
Tratto dall’omonimo film di Stanley Kramer con Sydney Poitier, e’ la storia di una coppia di genitori che rivedono la figlia dopo una vacanza alle Hawaii e si sentono annunciare l’imminente matrimonio con un uomo di colore.
...continua


Recensione:
Nel panorama teatrale italiano ormai si sta sempre più diffondendo la tendenza a trasporre in spettacoli teatrali le pellicole cinematografiche di successo. Pare che le penne degli scrittori teatrali si siano prosciugate e non riescano a trovare altra ispirazione se non nel mondo del cinema. Prima hanno abituato il pubblico a digerire ed accettare le trasposizioni cinematografiche di romanzi di successo, fra breve assisteremo alle versioni teatrali di fiction televisive. Tutto è lecito se lo scopo principale è passare il tempo, eppure ci sono diversi modi per farlo; passatempi di qualità ad esempio prevedono una comunicazione stimolante che invece manca a questa messa in scena, che ricorda piuttosto una situation comedy lenta e poco convincente. Proporre oggi a teatro una storia resa famosa da un film è poco coraggioso quando non si aggiunge nulla. Il testo inoltre appare fuori luogo e poco attuale. Non perché il tema del razzismo non sia più importante da affrontare ma, nel mondo in continua trasformazione culturale in cui viviamo, si rende necessario parlare di razzismo in termini più concreti che filosofici. In questo spettacolo se ne discute come se fosse una delle tante conversazioni da salotto, come se fosse un intrattenimento. Torna la pochezza del passatempo fine a se stesso, senza uno slancio ulteriore che avrebbe potuto fare la differenza. Il buonismo del lieto fine che mette improvvisamente tutti d’accordo invece è tanto scontato quanto poco credibile. Uno stanco Gianfranco D’Angelo e tutti gli altri attori poco convicenti popolano una scena che, adeguatasi ad un teatro a corto di idee originali e senza spessore, offre almeno una bella scenografia: bella da guardare perché ben poco funzionale ai continui spostamenti sul palco, che sembrano voler movimentare una messinscena fondamentalmente statica e debole. Solo il personaggio di Padre Ryan si distingue dai suoi colleghi con una discreta interpretazione.


Curiosità:
Indovina che c’e’ di nuovo? Niente di interessante.
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 100
William Arthur Rose (Autore)
Patrick Rossi Gastaldi (Regista)

CAST
Gianfranco D'Angelo (Attore)
Ivana Monti (Attore)
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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