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Compagnia: Gli ipocriti


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Una storia d'amore

Regia di - Nora Venturini
Al teatro Cometa di Roma
dal 13.03.2007 al 01.04.2007





Trama:
"Sei brevi anni d'amore" raccontati dal fitto carteggio fra i due protagonisti, lo scrittore russo Anton Checov e la grande attrice Olga Knipper. La storia intensa di una profondo legame fra le anime gemelle di due artisti, unite soprattutto dalla comune passione per i teatro.
...continua

Recensione:
Un epistolario di circa quattrocento lettere in sei anni di carteggio: una storia d'amore costruita sulla lontananza, fatta di parole più che di azioni, di narrazioni più che di vita vissuta. Anton e Olga si presentano come due personaggi checoviani, con un comune "male di vivere" legato al teatro, che finisce per separarne le esistenze. La scena è spaccata in due di netto, a sancire fisicamente la scissione fra le vite dei protagonisti, espressione tangibile di due vite parallele, destinate a rimanere tali. Dal rapporto autore/attrice, che ironicamente si suggella nei reciproci appellativi, i due passano ad una profonda amicizia, quindi ad una relazione clandestina che finirà nello sfociare in un matrimonio a soli tre anni dalla prematura morte di lui nel 1904. Il legame alla base di questo rapporto in evoluzione è sempre e comunque il teatro, ossessiva passione di entrambi, che consuma le loro vite determinandone paradossalmente la perenne separazione. Lo spettacolo ha inizio con la prima de Il gabbiano a Mosca, regia di Stanislavskii: un successo colossale che determina l'incontro fra Anton e Olga e l'inizio del loro fitto scambio di lettere. Il carteggio viene messo in scena con la struttura di un dialogo, o meglio di un "monologo a due voci", in cui ciascuno esprime spassionatamente i propri pensieri reconditi, con una leggerezza e una sincerità che probabilmente sarebbe impossibile affidare alla sonorità della parola. Giulio Scarpati regala ad Anton un'ironia semplice e disinvolta, da cui emerge la visione serenamente disincantato della realtà. Lorenza Indovina incarna briosamente l'emotività di Olga: appassionata, forte e fragile figura femminile, perdutamente innamorata del "suo" autore e del teatro, senza sapere - né voler – scegliere fra i due. Gli interpreti si alternano sul palco, rispondendosi e rincorrendosi al ritmo incalzante delle reciproche missive e di pari passo con l'evolversi del loro rapporto si segue la genesi delle opere di Checov: Zio Vania, Le tre sorelle, La signora col cagnolino, Il giardino dei ciliegi... L'intera produzione trova un senso nel rispecchiare la maturazione del rapporto amoroso e la presa di coscienza di un male inguaribile, la tisi da cui è affetto lo scrittore. Ma il vero protagonista di questa piéce è il teatro stesso, che dà vita ai due amanti nutrendone gli animi e consumandone al tempo stesso le esistenze, consolidando il viscerale legame fra loro e condannandoli inesorabilmente a due vite separate. Totalmente impregnata del concetto assoluto di teatro, l'opera mette a nudo l'intero processo creativo, dalla nascita dell'idea nello scittore al suo prendere vita sul palco attraverso l'interpretazione di Olga. Si modula come un duetto ben orchestrato, procedendo in equilibrio fra poesia ed ironia, profondità dei sentimenti ed indipendenza degli spiriti, in un rapporto che sembra compiuto nella reciproca soddisfazione, ma che si scopre carente nella citazione finale da Il Giardino dei ciliegi: "La vita è passata e si direbbe che non l'abbiamo neanche vissuta". Il ritratto dei due artisti che affiora dalla schermaglia amorosa, è assolutamente umano, quotidiano e a tratti carnale ma anche profondamente malinconico, specchio di una condizione esistenziale di nostalgia, di bisogno d'amore e di rincorsa perenne di un irraggiungibile senso compiuto. Perché "la felicità non esiste, la possiamo solo aspettare, ognare, desiderare…. Bisogna vivere"


Curiostà:
Il teatro, ossessiva passione che consuma le loro vite determinandone paradossalmente la perenne separazione.
DATI TECNICI
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 0


CAST
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