Nazionale  |  Roma  |  Milano  |  Marche  |  Toscana  |  Campania


Negli spettacoli Nazionali

Antigone / L'Assaggiatore del Re

Al teatro St Regis Grand Hotel di non specificata
dal 07.12.2006 al 07.12.2006





Trama:
Antigone è un testo che parla dei limiti della natura umana sopraffatta da malattie psico-corporali come anoressia, bulimia, da non dire a nessuno, nemmeno a se stessi. L’assaggiatore del re è lavoro fantasioso e composito, che non svela ma trascina al galoppo lungo l’arco di una parabola.
...continua

Recensione:

Antigone è donna coraggiosa, è l’emblema che nella tragedia sofoclea rivendica sepoltura al fratello Polinice e contro tutto e tutti compirà il gesto rivoluzionario di gettare polvere su quel corpo, cui negato è l’onore delle ultime esequie. Tuttavia la sua forza svilirà, si disgregherà, quando il suo gesto la condurrà alla rovina, svelando i limiti della natura umana e i crismi della solitudine tragica. Proprio di limiti sa parlare, oggi, l’ Antigone scritta da Paola Ponti, delle barriere incrollabili che fanno culla per le nostre debolezze.

Il tema è molto forte: si parla di anoressia, bulimia, una ragazza racconta di malattie risolutive che non ha mai avuto il coraggio di contrarre; ma quel che più stupisce è che lo faccia con ironia, con leggerezza, perché sorridere di tali disgrazie sia un po’ salvifico, sia il mezzo che le renda umane. In realtà il testo non comincia mai. Antigone resta nei primi versi, mentre subito dopo nasce il monologo brillante e arguto che, schizofrenico, rompe di continuo la barriera con il pubblico, conducendo la tragedia di una storia atroce a divenire commedia. Così Antigone mutilata, non espressa, sottilmente conduce a quella condizione non detta, perché non dicibile a nessuno, che ogni malato di anoressia tiene solo per sé.
 
Prima del gesto di Antigone in tragedia, però, il cadavere stava per essere dato in pasto alle bestie: se fosse stato trovato da L’assaggiatore del re sarebbe finito di certo a impreziosire prelibatezze della sua cucina. Infatti il secondo testo, scritto da Aquilino, è la storia di un cuoco eccelso con passato da boia, che inevitabilmente trovava materiale assai gustoso nei corpi disfatti dei condannati. Fu così che la sua voracità finì per guidarlo a divorare il mondo. Il cuciniere del re acconciava carni umane per nobili e potenti che quelle carni avevano condannato, e diviene un rivoluzionario sui generis, cannibale ma equo, divoratore di cibi disgustosi che finisce stufo di tanta eccezionalità.
 
Il testo è vigoroso e potente, davvero sapiente lo svolgersi del narrare, Aquilino apre cellule narrative dilatabili e ci gioca come si fa a gonfiare palloncini, grandi o piccoli a seconda del fiato, ma tutte roteabili dentro la grande cellula che le accoglie: la parabola di un uomo solo. La principale arma di questo testo è l’ironia, ma ottima è la fantasia zampillante di questo autore che a piccoli rintocchi conduce al cuore della storia, senza mai mostrare il filo che la guida. Dunque un testo coinvolgente e vibrante che stimola al sorriso, di gusto, e al silenzio, quando l’ironia cede all’esuberanza delle parole.
 
I meriti dei due monologhi devono certamente dividersi con l’interpretazione di due attori davvero in forma: Cristina Pellegrino diviene un’Antigone disperata e incapace di stare nella sua modernità, brava nel tenere sospeso il difficile gioco iniziale che non può non sorprendere. Mauro Mandolini interpreta il secondo con maestria: sa come guidare il pubblico e diviene un cuciniere annoiato ma al tempo stesso diabolico, famelico e nostalgico contempla svogliato un mondo ridotto unicamente a cibo, ma già troppe volte assaggiato.



Curiostà:
I meriti dei due monologhi devono certamente dividersi con l’interpretazione di due attori davvero in forma.
DATI TECNICI
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 0


CAST
Cristina Pellegrino (Attore)
Mauro Mandolini (Attore)
Aquilino (Autore)
Paola Ponti (Autore)
News
Un luglio in bianco e nero al Chiostro dell'Arena di Bologna

Torna il dopoteatro con gli chef




I fiori del mare del nord - serata per Fabio Chiesa il 4 luglio al Teatro di Ringhiera

The show must go on. Il sogno continua. Perchè la musica della barca che faceva rock si sente anche dal fondo dell'oceano. Non basta una tempesta, non bastano le difficoltà. Si rinasce e si vive. Si continua a lottare per il proprio sogno.

 



Fibre parallele sbarca a Parigi

Quella che vogliamo raccontare è una una Bari, archetipica e infelice, un pezzo di terra che puzza di pesce andato a male e che si brutalizza per la sua ignoranza, che stupra l'umano con la sua violenza.