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Sarto per signora

Regia di - Vito Molinari
Al teatro Parioli di Roma
dal 24.04.2007 al 06.05.2007





Trama:
Una coppia di giovani sposi dorme in camere separate, lui, piuttosto disinvoltamente, cerca di sedurre la moglie di un generale, il quale a sua volta ha una vivace amante, ex moglie di un borghesuccio decisamente poco sveglio che affitta appartamenti…
...continua


Recensione:
Considerato, dopo Moliére, uno dei più grandi autori del teatro comico francese, Feydeau scriveva: "Se vuoi far ridere, prendi dei personaggi qualunque, mettili in una situazione drammatica e procura di osservarli da un'angolazione comica". Spesso non sono infatti i suoi personaggi ad essere strani, ma lo sono le situazioni nelle quali essi si ritrovano. E i meccanismi con i quali le costruisce sono impeccabili, ingegnosi, perfetti. Nulla va sottovalutato nella sua scrittura, neppure le indicazioni che egli dà sulla messa in scena e che affollano pressanti tutti i suoi testi influenzandone gli aspetti drammaturgici. I dialoghi sono serrati e privi di sbavature, nulla è superfluo ed il flusso di parole suggerisce quel ritmo "stretto" di recitazione che contribuisce a far nascere il riso. Sarto per signora, datato 1886, è la sua prima commedia ed ha in nuce tutti i tratti distintivi della successiva produzione. E’ un testo costruito su clamorosi equivoci, vertiginosi colpi di scena e deliziose situazioni comiche. Una coppia di giovani sposi, una suocera ingombrante, una schiera di amanti ed aspiranti tali e, naturalmente, un maggiordomo: i personaggi sono quelli della tipica “commedia degli equivoci”. E in effetti, in Sarto per signora le incomprensioni, casuali e volute, non mancano di certo. Lo schema iniziale è quello classico dunque, ma lo sviluppo esponenziale di giochi di parole, ambiguità ed esilaranti malintesi – che in Feydeau raggiunge un’intensità incredibile – non lascia fiato. Il risultato è una pochade a ritmo frenetico, con congegno verbale perfetto in cui l’incastro di dialoghi, giochi di parole, entrate ed uscite di scena ha una precisione matematica. Nella regia di Vito Molinari il ritmo di questo testo è talmente sostenuto da poter competere con rapidissimi tempi televisivi, mentre doppi sensi e giochi di parole si prestano facilmente a letture ed interpretazioni in chiave moderna. D’altronde la materia della produzione dell’autore francese è “semplicemente” la natura umana, i cui vizi sembrano proprio rimanere inalterati nei secoli. Accanto ad un Gino Rivieccio disinvolto e sornione, Luciana Turina piuttosto in parte e la piacevole e vivace interpretazione di Alessandra Raichi-Susanna, in tema con i costumi, colorite ed allegre mise di ispirazione ornitologica. Così in questa versione del Sarto trova modernamente luogo un classico carosello di tradimenti, menzogne e tentativi di ripararvi in una escalation di bugie sempre più irreparabili. Il risultato è un meccanismo di precisione, una bomba ad orologeria che nel finale, nel momento, cioè, in cui viene scoperto il gioco, esplode in una miriade di coriandoli e fuochi d’artificio.


Curiosità:
Il meglio della commedia francese dopo Moliére: torna sulla scena la prima piéce di Georges Feydeaux.
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 105
Vito Molinari (Regista)
Uccio Sanacore (Compositore)
Romeo Liccardo (Costumi)

CAST
Luciana Turina (Attore (primo nome))
Gino Rivieccio (Attore (secondo nome))
Alessandra Raichi (Attore)
Antonino Miele (Attore)
Lello Pirone (Attore)
Monica Sallese (Attore)
Stefania de Francesco (Attore)
Vito Cesaro (Attore)
Daria Benedetti ( non indicato)
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Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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