Recensione:
Il laboratorio di teatro fisico "Politicalbody – (Tracce di cedimento)" propone “Piccoli Orrori”. Elvira Foschini cura la regia e la drammaturgia di questa performance in cui il lavoro psicofisico esplora non solo il detto ed il rappresentato ma anche l’ingurgitato.
Il corpo veste i panni del contenitore di cibo mentre esplora il proprio movimento in azione. L’io delle quattro interpreti pone domande attraverso l’azione sulla scena che si combina paradossalmente con una parola non assertiva e non discorsiva.
Sembra quasi di assistere alla forma stessa della sperimentazione, ad una danza che si sforza di superare i binari conosciuti e riconoscibili del movimento per esplorare nuove potenzialità narrative.
Le atlete del cuore del kataklisma teatro danzano micro-cellule drammaturgiche elaborate in un processo psicofisico in cui le dinamiche interne del movimento si combinano con una serie di immagini, brani letterari e suoni che si basano sul vocabolario di gesti di ciascuna di loro, nel doppio ruolo di interprete e di creatrice.
La sala del kataklisma teatro diventa un luogo in cui giovani artisti trovano visibilità e possibilità espressive nell’ambito di una sperimentazione che ricorda un work-in-progress. Il laboratorio di teatro fisico, da cui scaturisce lo spettacolo, prevede infatti una ricerca sulle potenzialità creative ed un lavoro sul corpo, in un'ottica di esplorazione delle dinamiche interne al movimento: è un allenamento alla presenza del corpo flessibile per poter essere sempre “pronti” all’azione scenica. Riecheggia il verbo di Eugenio Barba che si ispirava alla ricerca sul corpo di Stanislawskij e Grotowski.
Il training fisico diviene un laboratorio personale dell’attore, strumento di liberazione, di de-addestramento e di creazione.
Leggerezza e sospensione, causa ed effetto, shock e risonanza, per raccontare danzando emozioni e storie che attraversano il linguaggio corporeo, ed immancabilmente rimandano al vissuto.
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