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Negli spettacoli di Milano

Moby Dick

Regia di - Antonio Latella
Al teatro Piccolo Teatro Strehler di Milano
dal 27.01.2009 al 08.02.2009





Trama:
Il Capitano Achab salpa con la nave baleniera Pequod, alla ricerca di Moby Dick, la balena bianca che anni prima, nel corso di una caccia, “Gli aveva falciato la gamba, come un mietitore fa di uno stelo d’erba in un campo”. Sotto di lui un equipaggio di ufficiali, marinai e ramponieri. Trova la balena ma, nella lotta, perisce e insieme con lui soccombono tutti i suoi uomini. Tutti tranne uno: Ismaele, che vivrà per raccontare la loro storia.
...continua

Recensione:
“Dal cuore dell’inferno fino all’ultimo pensiero” per descrivere più che agire sul palco “gli orrori dell’abisso”. Da Melville a Shakespeare, passando per Dante: eppure la letteratura, che qui simboleggia il viaggio dell’uomo verso la conoscenza, non basta a dare spessore ad uno spettacolo che sceglie un romanzo per metterlo in scena in un teatro. La suggestiva scenografia, il disegno luci ideato dal regista stesso, le musiche e le valide interpretazioni attoriali non sono supportate da una comunicazione emotivamente profonda che dia senso alla scelta del mezzo teatrale. Pare che la ridondanza di elementi, di accessori, di sovra-testi rischi di caricare il senso al punto di svuotarlo di un contenuto univoco, o perlomeno emotivamente definito. Ismaele dice di voler vedere cos’è la caccia, di voler “conoscere la visione acquea del mondo”, ma ha un ruolo ben definito: è colui che si trova sulla nave allo scopo di sopravvivere per raccontare. Ismaele riconosce il male e non riesce a stargli lontano, perché deve avere memoria per raccontare. “Chi è l’uomo per sopravvivere a Dio? La follia umana è più astuta dell’uomo. La follia umana è senza confini, più della vita.” Il capitano Achab di Latella è un letterato, non ha nulla dell’uomo di mare: non la potenza, non l’andamento, non l’ardore. Chiuso in una scatola piena di libri che consulta, studia e rigetta, impartisce ordini ad un equipaggio distante dal suo desiderio. La scena si svolge mentre lui sembra essere altrove. Non c’è lotta con la balena se non dentro il suo animo tormentato che nel finale cede il passo alla stanchezza, al dubbio che rode l’uomo e lo rende “finito”, predestinato al fallimento, o predisposto all’accettazione del suo essere finitamente mortale. “Sono stanco a morte, barcollante sotto il cumulo dei secoli”: quella di Achab-Albertazzi è un’ossessione addolcita dalla senilità. Moby Dick lo ha reso zoppo sul cammino della vita eppure lui afferma che “la sua anima si muove su migliaia di gambe”. Quella spettrale bianchezza, quel pallore, quell’oceanico bianco lo terrorizzano ed insieme lo invadono, lo accecano, lo eccitano. Ma quella malizia, quella sete di conoscenza, quel riscatto vivranno solo grazie al testimone. Se non ci fosse Ismalele Achab non potrebbe finalmente lasciarsi divorare dal bianco: “Potrai guardare Ismaele, perché vivrai oltre il dolore del bianco. Guarderai avanti perché tu sopravvivrai”.


Curiostà:
La finitezza dell’uomo davanti al suo desiderio. La debolezza di Achab davanti all’inumano mostro bianco.
DATI TECNICI
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 200

Addatamento: Federico Bellini
CAST
News
I fiori del mare del nord - serata per Fabio Chiesa il 4 luglio al Teatro di Ringhiera

The show must go on. Il sogno continua. Perchè la musica della barca che faceva rock si sente anche dal fondo dell'oceano. Non basta una tempesta, non bastano le difficoltà. Si rinasce e si vive. Si continua a lottare per il proprio sogno.

 



Premio Hystrio alla Vocazione 2010: i vincitori e i menzionati

Si sono iscritti da tutta Italia per partecipare alle ambite selezioni del Premio Hystrio alla Vocazione edizione 2010, un riconoscimento per le giovani generazioni di attori che, di fronte a una giuria di registi e di addetti ai lavori, si sono sfidati a colpi di audizioni pubbliche culminate nelle giornate di giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 giugno al Teatro Elfo Puccini di Milano, quando sono stati decretati i vincitori. 

Il premio è rivolto a giovani attori che non abbiano superato i 30 anni e mette in palio delle borse di studio da 1.500 e 1.000 euro. Quest’anno ad aggiudicarsele sono stati Stefano Moretti, unico vincitore del Premio Hystrio alla Vocazione, e Giulia Scudeletti, Premio Hystrio Teatri Possibili – Comune di Pieve Ligure. Hanno invece ricevuto una menzione: Luca Damiani, Andrea Germani, Barbara Ronchi e Claudia Salvatore.



Teatro Nuovo Festival del Teatro Amatoriale terza edizione

La terza edizione del Festival del Teatro Amatoriale è, per la direzione artistica del Teatro Nuovo, quella delle conferme, dopo i successi e i grandi consensi registrati nelle prime due edizioni.