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Fahrenheit 451

Regia di - Luca Ronconi
Al teatro Argentina di Roma
dal 15.02.2008 al 02.03.2008





Trama:
Montag, uno dei pompieri incaricati di bruciare tutti i libri esistenti, incontra Clarisse e si avvicina alla lettura cercando di costruire un futuro migliore.
...continua


Recensione:
Partendo proprio dalla versione teatrale dello stesso Ray Bradbury, Luca Ronconi affronta uno dei testi più popolari della letteratura fantastica, Fahrenheit 451, immaginando il futuro che abbiamo già alle spalle, "accettando", dice lo stessa regista, "di vedere il nostro presente come fosse già il nostro passato". Fahrenheit 451 è una metafora, una sollecitazione, o ancora un monito alla “necessità della memoria”. Purtroppo l’opera di Bradbury, nonostante la sua carica profetica, sentita e rivista oggi appare assai invecchiata e retorica, a tratti anche banale, colpa bisogna dirlo anche di una regia sterile e con delle trovate francamente poco "credibili" come quella del robot-mastino inventato dall’ambiguo capo dei pompieri per catturare i bibliofili ribelli. La scena di Tiziano Santi è invece molto suggestiva: una grata metallica che fa' da suolo, lamiere arrugginite fungono invece da sipario, fiamme vere e pioggia, video a tutta parete con ritagli di immagini in bianco e nero che guardano e interagiscono con gli ambienti privati di Mildred sfidando le piccole biblioteche che emergono dalle botole del palcoscenico. Chissà se l'interesse di Ronconi per questo testo sia stato dettato in realtà solo dall'aspetto formale e dall'uso degli effetti speciali, tra l'altro indispensabili alla rappresentazione. Vero è che l'idea di mettere in scena questo testo non è stata del regista ma di Elisabetta Pozzi, che nello spettacolo interpreta il doppio ruolo di Clarissa e del vecchio professor Faber (nonno di Clarissa). Allora potremmo affermare che Fahrenheit 451 non è fino in fondo uno spettacolo propriamente "di" Ronconi. Non convince totalmente neppure il cast: Alessandro Benvenuti, bravissimo nell’interpretare la parte di Beatty, sembra spaesato all'interno della regia ronconiana. La già nominata Elisabetta Pozzi appare veramente insignificante nel ruolo di Clarissa mentre spicca come interprete del vecchio professor Faber. Buone invece le prove dei giovani Fausto Russo Alesi e di Melania Giglio nelle difficili parti di Montag e Mildred. In conclusione Fahrenheit 451 è parso uno spettacolo dal respiro veramente corto, e nonostante le dimensioni e il notevole impiego di mezzi scenici non è riuscito affatto a travalicare i confini del palcoscenico rimanendo intrappolato dentro se stesso.


Curiosità:
L’opera di Bradbury, nonostante la sua carica profetica, sentita e rivista oggi appare assai invecchiata e retorica.
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COMPAGNIA
DATI SPETTACOLO
Genere: NON SPECIFICATO
Durata: 180
Ray Bradbury (Autore)
Luca Ronconi (Regista)
Tiziano Santi (Scenografia)

CAST
News
La collaborAZIONE si fa spettacolo

Dodici registi originari di nove diversi paesi, per cinque regie e due mani: un laboratorio mondiale, il World Wide Lab, che porta a Roma l’esperimento unico di un gruppo multiculturale nato a New York. Non è un caso se Bob Wilson li ha accolti in residenza a Watermill e se il prestigioso Irondale Center di Brooklyn li ha ospitati per ben due anni. I registi del WWL hanno costituito un gruppo di lavoro stabile, che annualmente si riunisce per produrre in due settimane di laboratorio (quest’anno salite a tre) uno spettacolo fatto di cinque momenti diretti a due mani. I testi, adattati o composti per l’occasione dai registi stessi coinvolgendo ben dieci attori, seguono uno stesso filo tematico (Upheaval/Distruzione e rinascita), ma presentano contenuti molto diversi fra loro, che partono dalle rispettive culture. Il risultato è un articolato melting pot, in cui si mescolano Taiwan, India, Canada, Israele, Stati Uniti, Grecia, Germania, Italia… In scena contenuti e stili profondamente diversi, magicamente mescolati per distillare un teatro ricco di contaminazioni, anche linguistiche. Al Teatro Due Roma fino al 12 ottobre.

Info: KIT Italia




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