La commedia portata in scena dal regista Giancarlo Nanni, interpretata dalla simpatica e brava Manuela Kustermann e dalla bella Fanny Cadeo, scritta a quattro mani dall’indomabile coppia Maurizio Costanzo e Enrico Vaime è una di quelle che esaurisce e compendia già nel titolo il presupposto della sua messa in opera. 5 episodi-confessione al femminile sostenuti da un testo dalla trama ben confezionata e dalle sicure buone intenzioni se non fosse per quel tasto dolente di banalità che fa male ogni volta si cerchi di toccarlo senza gli accorgimenti del caso.
Arrivederci e grazie, quindi, … ad un allestimento teatrale poco incisivo che cerca nell’intervento tecnologico dell’immagine filmata il giusto apporto creativo senza però andare al di là di un meccanismo scenografico grossolano, pregiudicando terribilmente il dinamismo della traccia musicale. La “drammaticità” fuori luogo della figura paterna proiettata sul fondale nel primo episodio lascia costernati per merito di una direzione artistica assolutamente senza troppe pretese.
Arrivederci e grazie… alle capacità interpretative delle due protagoniste che, nonostante alcuni slanci esilaranti e di grande pregio attoriale, lasciano impassibile lo spettatore, inamovibile di fronte agli inutili tentativi di coinvolgimento tra palco e platea orditi dal testo. E pensare che il regista stesso ha paragonato la rappresentazione al genere teatrale della Stand-Up Comedy!
Arrivederci e grazie, infine, … ad un testo scritto d’indubbie competenze autoriali ma che sembra affogare nel vortice della retorica più inflazionata, vittima forse dell’implacabile brevità di esposizione (ogni episodio dura circa 15 minuti) che presuppone fulminee genialità di spirito al fine di evitare rovinose battute di arresto. Il guizzo affabulatorio dei due abili autori si veste di luce propria grazie esclusivamente all’estro recitativo della Kustermann che, con esperienza e vivacità, ri-compensa il pubblico di una, tutto sommato, allegra ora di spettacolo.