Diretto da Gioele Dix, l'attore genovese vestirà i panni di un padre arrivato in fretta e furia al pronto soccorso dove il figlio adolescente è ricoverato in seguito a un non meglio precisato incidente: aspettando di capire le reali condizioni del ragazzo, l'attesa si trasforma in tragicomico viaggio interiore risolvendosi in un immaginario monologo-dialogo fatto di incomprensioni, insofferenze e amore incondizionato. "La reciproca inadeguatezza che viaggia in un tempo troppo veloce - è scritto nella presentazione - colmo di luoghi comuni, di distrazioni futili e sofferenze taciute, rende ironico, paradossale e dolente questo spettacolo dal finale politicamente scorretto".
Sottotraccia faranno capolino domande universali legate al rapporto genitori-figli, a partire da quanto i genitori possano dire di conoscere davvero i propri figli e quanti si accorgano degli angoli nascosti dalle ombre, delle maschere che celano il volto offrendo a ogni interlocutore un'identità diversa: legame di sangue a parte, il rischio è di trovarsi di fronte a poco più che sconosciuti, giovani uomini e giovani donne verso cui ci si fida senza mai sapere chi si abbia realmente di fronte. Due generazioni a confronto, l'una di fronte all'altra, sembreranno trovare il punto di incontro al cospetto di quella tecnologia capace di abbattere barriere e pregiudizi salvo poi, forse, rivelarsi l'ennesima maschera alla base di un'atavica incomunicabilità di fondo.
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