Lo spettacolo nasce dal desiderio di raccontare storie antiche con uno sguardo nuovo, mescolando la spiritualità delle fonti religiose con la sensibilità artistica di uno dei più grandi cantautori italiani del Novecento: le canzoni di De André, già di per sé intrise di poesia e riflessione, vengono immerse in un contesto teatrale che ne esalta il significato e ne amplia la portata emotiva. "Se davvero il teatro è una lente di ingrandimento che ci consente di guardare e capire ciò che ci circonda - spiegano Ivana Ferri e Bruno Maria Ferraro - La buona novella è l'occasione per richiamare l'attenzione su molte contraddizioni e ferite aperte di un tempo, il nostro, spesso incomprensibile. Eravamo tutti convinti che l’umanità avesse fatto molti passi avanti e improvvisamente ci ritroviamo, oggi, nel 2025, in una matassa inestricabile di sopraffazioni, di individualismi, violenza, guerre e diritti negati".
Non tanto e non solo spettacolo musicale, il progetto è un vero e proprio viaggio nella memoria e nella coscienza dove i testi teatrali si intrecciano con le melodie di De André per raccontare l'infanzia di Maria e di Gesù, soffermandosi su aspetti poco noti e profondamente umani: il percorso di Maria, in particolare, viene presentato come una storia di maternità imposta, di destino non scelto, che risuona con forza anche nel nostro presente. Lasciandosi trasportare dal racconto in parole e musica, La buona novella ci invita a guardare indietro, a riscoprire le radici culturali e spirituali che ci appartengono, per comprendere meglio chi siamo e cosa potremmo diventare.
"Credente o non credente - concludono Ferraro e Ferri - nessuno riesce a sottrarsi al fascino di vicende che la storia non può contenere, che sollecitano dubbi e paure profonde, così radicate nel nostro immaginario da diventare cardine culturale comune": in un angolo remoto dell'Impero, in un tempo lontano, accade qualcosa che forse è storia, forse leggenda. Ma è proprio lì che si generano le nostre speranze e le nostre paure, ed è da lì che prende forma il futuro che stiamo ancora cercando di costruire. La buona novella, molto più di un semplice spettacolo teatrale, occasione per fermarsi, ascoltare, pensare, rispondendo ad un invito a guardarsi negli occhi, a cercare di capire le ragioni dell'altro, a ritrovare un senso profondo in un mondo che spesso sembra averlo smarrito.
Produzione Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale e Tangram Teatro, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Piemonte, La buona novella è diretta da Ivana Ferri con in scena Bruno Maria Ferraro (voce recitante, canto, chitarra), Celeste Gugliandolo (voce recitante, canto, violoncello), Gigi Venegoni (chitarre) e Fiammetta Piovano (flauti): al Teatro Gobetti due settimane di repliche martedì, giovedì e sabato alle 19.30, mercoledì e venerdì alle 20.45, domenica alle 16 con biglietti ad Euro 28 ed Euro 25. Info al numero 011.51.69.555, all'email biglietteria@teatrostabiletorino.it o direttamente sul sito www.teatrostabiletorino.it.
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