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L'assurdità del destino umano de IL GABBIANO
a cura di Roberto Canavesi
Filippo Dini rilegge il classico cechoviano dalla spiazzante attualità
Torino, al Teatro Carignano, da martedì 2 a domenica 14 dicembre 2025
Testo di apertura della cosiddetta tetralogia, Il gabbiano di Anton Čechov è ora al centro della rilettura di Filippo Dini proposta al Teatro Carignano per due settimane per il cartellone dello Stabile cittadino: relazioni non azzeccate, amori non contraccambiati, trame del destino ingrate e destinate a condurre all'oblìo, straordinaria ancor oggi l'attualità di un messaggio che il medico di Taganrog affida alla sua comunità di uomini e donne abitanti di un microcosmo di sentimenti delusi e ambizioni vane, specchio trasparente di una borghesia arroccata sulle proprie certezze mentre il mondo intorno cambia ad un ritmo che nessuno è in grado di sostenere.

"L'intero dramma - scrive Filippo Dini - è una testimonianza dell'assurdità del destino umano. Sembra non esistere progetto grandioso che non sia votato, prima o poi, all'insuccesso; come dovesse occorrere un'energia sovrumana per gettare una passerella sull'abisso che separa il sogno dalla realtà": è così a ben vedere per la comunità di persone, di diverse età ed in alcuni casi tra di loro parenti, casualmente radunate in una casa di campagna in riva a un lago dove discutono e dibattono nel tentativo disperato di sottrarsi al loro destino. Tra di loro spicca la vicenda di un giovane ragazzo che desidera affermarsi nell'arte della scrittura, proposito sostenuto e infiammato dall'amore per una sua coetanea a sua volta desiderosa di affermarsi nel mondo del teatro. Pulsione, quella del giovane uomo, se possibile giustificata dal tentativo di opporsi con veemenza alla madre, una famosa attrice fidanzata con un importante scrittore assai più giovane di lei.

Un microcosmo di umanità capace di raccontarci nelle sue molteplici declinazioni di come possa accadere che le nostre migliori energie, i nostri più luminosi talenti ed il nostro amore più appassionato, possano risultare stravolti e corrotti secondo le leggi del consorzio umano nel quale tentiamo di esprimerli: "l'allegra comitiva de Il gabbiano - conclude il regista - pur partendo con le migliori intenzioni, si dirige verso l'oblio, inesorabilmente. E ad osservarli c'è appunto un animale strano e contraddittorio, aggressivo e nobile nell'aspetto, elegante e volgare, un uccello attratto dalle acque del lago, che vola sulle loro teste, li osserva ma ad un certo punto viene ucciso nella maniera più vile". Al cast guidato da Giuliana De Sio e Filippo Dini il compito di dar forma al tracollo di dieci esseri umani radunati in un medesimo posto e messi di fronte ai loro fallimenti e alle loro disillusioni, simboli lampanti di una società sull'orlo del collasso capace, questo si con estrema lucidità, di avvertire l'arrivo di un'apocalisse (leggasi Rivoluzione) che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento.

Produzione TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, traduzione di Danilo Macrì con in scena Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Giuliana De Sio, Gennaro Di Biase, Filippo Dini, Giovanni Drago, Angelica Leo, Valerio Mazzucato, Fulvio Pepe e Edoardo Sorgente, Il gabbiano di Anton Čechov è diretto da Filippo Dini: due settimane di repliche al Teatro Carignano martedì, giovedì e sabato alle 19.30, mercoledì e venerdì alle 20.45, domenica alle 16, con biglietti ad Euro 39 ed Euro 36. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
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