Tre realtà femminili, di estrazione, età e provenienza culturale totalmente diverse, pronte a riflettersi l'una nell'altra, al tempo stesso decise a rifiutare etichette imposte dall'esterno: esistenze profondamente segnate da lutti e assenze, almeno quanto rese vive da rinascite, alleanze e complicità profonde. "Misurare il salto delle rane - scrive Gabriele Di Luca nelle sue note di drammaturgia - è un titolo enigmatico ed evocativo. La rana, creatura anfibia, vive tra due mondi: è simbolo di metamorfosi e adattamento, ma anche di resilienza e forza femminile primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione, l'abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo".
E se Lori risulta prigioniera di una stasi emotiva, incapace di compiere quel salto necessario per elaborare il lutto, lato suo Betti, con la sua ossessione per le gare di salto, vive una condizione in cui ogni centimetro guadagnato corrisponde ad una piccola vittoria contro un destino che l'ha marchiata come pazza: ed ancora Iris il balzo decisivo lo ha già effettuato, uscendo da una vita agiata si trova ora a dover decidere se continuare verso una verità potenzialmente distruttiva, o retrocedere nella sicurezza delle convenzioni. Ciascuno a proprio modo le tre donne sono in prima linea in un personale tentativo di riscrittura della propria vita che preveda come regola aurea l'affrancamento da modelli convenzionali e ruoli prescritti.
"Misurare questi salti - conclude De Luca - è un'impresa impossibile: come quantificare il coraggio, la disperazione, la speranza? Come calcolare la distanza emotiva tra un prima e un dopo segnato dal trauma? In un contesto sociale che ha normalizzato la violenza di genere, il salto diventa anche atto politico: scegliere di non restare immobili, di non accettare passivamente il ruolo imposto". Ingranaggio di un meccanismo teatrale dagli evidenti toni di dark comedy, Misurare il salto delle rane è un invito a confrontarsi con i propri limiti, a cercare la bellezza nei gesti semplici, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla.
Produzione Fondazione Teatro Due, Accademia Perduta/Romagna Teatri, Teatro Stabile d’Abruzzo, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival, in collaborazione con Asti Teatro 47, spettacolo di Carrozzeria Orfeo con drammaturgia di Gabriele Di Luca, sua anche la regia con Massimiliano Setti, Misurare il salto delle rane vedrà in scena Elsa Bossi, Marina Occhionero e Chiara Stoppa. Repliche al Teatro Gobetti martedì 9, giovedì 11 e sabato 13 dicembre alle 19.30, mercoledì 10 e venerdì 12 dicembre alle 20.45, domenica 14 dicembre alle 16, con biglietti ad Euro 28 ed Euro 25. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
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