In scena al Teatro Astra per il cartellone Mostri lo spettacolo di si fa manifesto di una discesa in un inferno morale che appartiene non solo ai protagonisti, ma a un'intera società: "ho scelto di non concentrarmi sui dettagli del caso di cronaca - scrive Ivonne Capece - per indagare invece gli aspetti più universali ed esistenziali che emergono dalla trama. Nel suo romanzo, Nicola Lagioia pone al centro non solo la vicenda, ma anche la città di Roma, che diventa una grande metafora dell'umanità. Anche per questo, in scena non vengono mai pronunciati nomi propri: i personaggi assumono il valore di archetipi, figure che incarnano diverse sfumature della condizione umana”. Partendo dal drammatico susseguirsi di eventi, Lagioia costruisce un'inchiesta narrativa pronta ad insinuarsi nel buio delle coscienze, mettendo in discussione il confine tra colpa e normalità, tra mostruosità e quotidiano: sullo sfondo di una Roma viva, tentacolare ed oscura, capace di attirare e inghiottire, assistiamo alla sfilata di personaggi pronti a muoversi dentro una spirale di fascinazione e repulsione attraverso una drammaturgia tagliente e un linguaggio che mescola racconto e confessione.
In un meccanismo di specchi e rifrazioni con quattro attori in scena interagire con un gruppo di interpreti in video, proiettati a grandezza naturale, spiccherà nel ruolo di protagonista simbolico la figura dello scrittore-artista, alter ego di Lagioia, immagine che incarna la tensione tra la necessità di indagare la violenza e la crisi morale di chi, attraverso la cultura, prova a darne forma: "l'uso delle tecnologie sonore e visive - conclude Capace - diventa così una vera e propria cifra espressiva: la multimedialità rappresenta il mondo esterno, quello dei social, dei giornali, degli amici e dei conoscenti. È la violenza collettiva della società che irrompe nel privato doloroso dei protagonisti, un privato ormai inevitabilmente pubblico".
Dalla platea lo spettatore sarà testimone di un viaggio nelle inquietudini interiori dello scrittore, con il racconto ambientato in un appartamento che è innanzitutto la stanza dell'artista, ma anche il cuore della vicenda reale, microcosmo privato che, dopo il crimine, è invaso dal mondo intero: in una struttura dove presenze virtuali, proiezioni e ologrammi risultano elementi funzionali, ampliando lo spazio scenico in una dimensione sospesa tra teatro e videoarte, non potrà non colpire l'assenza totale dell'elemento femminile, tematica presente nel romanzo ed ulteriormente amplificata dalla regia per un'assenza che diventa eco silenziosa, ferita e mancanza, dentro un mondo dominato dalla voce maschile del potere e della violenza.
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, TPE Teatro Piemonte Europa, Teatri di Bari, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini e Teatro di Sardegna, liberamente tratto dal romanzo di Nicola Lagioia, La città dei vivi è progetto con regia, video e adattamento drammaturgico di Ivonne Capece: in scena Sergio Leone, Daniele Di Pietro, Pietro De Tommasi e Cristian Zandonella ed un nutrito gruppo di presenze in video. Repliche al Teatro Astra martedì 9 e venerdì 12 dicembre alle ore 21, mercoledì 10 e sabato 13 dicembre alle ore 19, giovedì 11 dicembre alle ore 20 e domenica 14 dicembre alle ore 17, con biglietti a Euro 25 ed Euro 17. Info allo 011.56.34.352 o su www.fondazionetpe.it.
La città dei vivi - Foto Luca Del Pia.jpg

