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Siamo tutti HUMAN FAHRENHEIT. SALVATI DAL ROGO
a cura di Roberto Canavesi
Serata conclusiva per il progetto di resistenza culturale curato da Il Mulino di Amleto
La domanda di partenza è tanto spiazzante quanto provocatoria: in un (forse) ipotetico e distopico mondo alla rovescia dove cultura ed arte sono osteggiate, se non del tutto messe al bando, i libri messi al rogo ed ogni forma di performance artistica proibita, quale titolo salvereste dal fuoco dell'ignoranza? Interrogativo estremo, si diceva, che i chiari di luna presenti rendono non così impossibile ad immaginarsi reale: al tempo stesso domanda da cui prende le mosse Human Fahrenheit. Salvati dal rogo, dal 2020 esperienza di formazione performativa condotta da Yuri D'Agostino e Raffaele Musella, e promossa dal collettivo torinese Mulino di Amleton con il sostegno di A.M.A. Factory, rivolta ad un uditorio di non professionisti chiamati a confrontarsi e lavorare in una formula che unisce teatro e libri.

Progetto ad ampio respiro che ha vissuto nei suggestivi spazi di San Pietro in Vincoli la serata conclusiva di un'attività protratta per molti mesi, e presentata  in un happening performativo con protagonista un sestetto di performer ed il loro libro da salvare: sei performance, durata massima dieci minuti l'una, in cui condividere l'esperienza di lettore/lettrice mettendo sul piatto ragioni e motivazioni che fanno reputare immortali determinate pagine. E cosi, suddivisi gli spettatori in tre gruppi, spazio ad un percorso itinerante negli ambienti di San Pietro, dalla sala prove alle cripte passando per il teatro, location in cui far risuonare le voci di mostri sacri come David Foster Wallace, Oscar Wilde ed Antonio Tabucchi, come di autori più di nicchia, Josephine Hart, Juan Rulfo e Lorenzo Bartoli. E se ogni tappa prevede una domanda "lanciata" al pubblico, al termine delle sei stazioni performer e spettatori si ritrovano per dar vita ad un rito simbolico e catartico, la collettiva lettura di qualche riga dal libro della vita che ogni ospite è stato invitato a portare da casa come possibile titolo da salvare da quel rogo di Fahrenheit ben visibile nel braciere acceso a centro cortile.

Maddalena Sighinolfi, Andrea Marchese, Paola Amerio, Vittorina Buttafuoco, Monica-Alexandra Antonescu e Cristina Campagna meritano come performer una doverosa citazione per la capacità di aver costruito in pochi minuti una serie di pillole non prive, in alcuni casi, di evidenti segni teatrali: ciò premesso, prima di dar appuntamento alla sesta edizione, ci piace però pensare che la vera protagonista della serata sia stata la comunità di cittadini, prima che di spettatori, decisi a vivere un'esperienza di partecipazione dal forte valore "politico". Un evento collettivo che facendo leva sull'evidente simbolismo, bruciare un libro è quanto di più assurdo si possa pensare, riesce a suscitare domande ed instillare suggestioni destinate ad accompagnare i presenti a fine serata, insinuando al tempo stesso qualcosa di più di un semplice timore.

Ad maiora Human Fahrenheit. Salvati dal rogo
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