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Rileggendo la parabola di ANNA CAPPELLI
a cura di Roberto Canavesi
Valentina Picello incarna l'enigmatica impiegata di Annibale Ruccello
Torino, al Teatro Gobetti, da martedì 11 a domenica 16 novembre 2025
Impressionate ancora oggi è la modernità di un testo come Anna Cappelli di Annibale Ruccello, drammaturgo napoletano, formatosi all'ombra di Roberto De Simone, prematuramente scomparso a trent'anni nel 1986 e più che mai autore di culto, dalla voce lirica e beffarda: nel racconto della sua Anna, giovane e combattiva impiegata decisa ad affrancarsi prima dalla sua famiglia e poi dalla sua padrona di casa, si materializza la volontà di emanciparsi per costruire la vita da sempre desiderata.

Testo per grandi interpreti, l'ultima rilettura in ordine di tempo è quella con protagonista Valentina Picello diretta dal regista argentino Claudio Tolcachir per lo spettacolo in scena al Teatro Gobetti per la stagione dello Stabile torinese: "un testo che si interroga sul ruolo della donna nel tempo - scrive Tolcachir - insistendo su temi come indipendenza, prospettiva di futuro, solitudine, mancanza di mezzi e di risorse. Con umorismo pungente e assurdo questa pièce ci conduce attraverso i labirinti della mente di un personaggio inconsueto, pieno di contraddizioni".

Black comedy tra ossessione e solitudine, l'esistenza di Anna vivrà una possibile svolta nell'incontro e successiva relazione con l'ingegnere Tonino Scarpa, creatura ambigua che le propone di convivere con lui a due condizioni: niente matrimonio e niente figli. Paletti di fronte ai quali la donna sceglierà di accettare la nuova prospettiva di vita senza peraltro che essa rappresenti l'agognato modello di svolta. Un sofferto e mai condiviso punto di partenza, preludio a continui tentativi di autodeterminarsi che renderanno l'esistenza di Anna insopportabile ossessione, fino a culminare in un tragico epilogo: "commovente e imbarazzante allo stesso tempo - conclude il regista - ciascuno di noi potrebbe conoscerla, incrociarla nella propria vita; ma potremmo anche essere lei. Sentirci così impotenti da prendere le decisioni peggiori". Scrigno teatrale di assoluta poesia, Anna Cappelli è maschera dalla tragica e dolente umanità cui l'autore affida il compito di raccontare la deriva della nostra società attraverso una scrittura in perenne bilico tra verità del dialetto e parodia.

Produzione Carnezzeria in coproduzione con Teatri di Bari, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, in collaborazione con AMAT & Teatri di Pesaro per RAM – Residenze Artistiche Marchigiane, Anna Cappelli di Annibale Ruccello vedrà in scena Valentina Picello diretta da Claudio Tolcachir. Repliche al Teatro Gobetti martedì 11, giovedì 13 e sabato 15 novembre alle 19.30, mercoledì 12 e venerdì 14 novembre alle 20.45, domenica 16 novembre alle 16, con biglietti ad Euro 28 ed Euro 25. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
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