Scritto nel 1969, composto da monologhi ispirati a temi religiosi e reinventati attraverso il grammelot, la lingua onomatopeica che rese celebre il suo autore, con Mistero buffo si è soliti fissare la nascita del teatro di narrazione, ideale atto costitutivo per il quale Dario Fo partì dalla sua profonda immersione nel teatro popolare, nelle giullarate e nelle tradizioni orali lombarde: "l'opera - è scritto nella presentazione - nacque dal desiderio di riportare sulla scena la vitalità irriverente dei giullari medievali, capovolgendo lo sguardo sulle storie sacre e restituendole al pubblico attraverso un linguaggio immediato e anticonvenzionale".
Mescolando tra loro brani evangelici apocrifi, racconti popolari e testi medievali, tutto materiale rielaborato nella lingua grammelot modellata sui dialetti padani, Dario Fo riuscì nell'impresa di trasformare il racconto in un gesto insieme sonoro, comico e politico: è stato così per lui in passato ed è così oggi per Martelli, degno erede di cotanto maestro capace di dar forma ad uno spettacolo immaginato e costruito sull'uso potente del corpo, della gestualità e dell'onomatopea, recuperando la dimensione orale e spettacolare del narrare dal vivo. La versione proposta, con l'originario disegno registico del compianto Eugenio Allegri, ripropone un capolavoro della drammaturgia del Novecento nel tempo arricchitosi di nuove edizioni e materiali, anche grazie al lavoro condiviso con Franca Rame, diventando oggi il testo-simbolo dell'impegno artistico e politico di Dario Fo.
Produzione Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, spettacolo inserito nelle Celebrazioni per i Cento anni di Dario Fo promosse dalla Fondazione Fo-Rame, Mistero buffo di Dario Fo nella versione diretta da Eugenio Allegri vedrà in scena Matthias Martelli: repliche al Teatro Carignano giovedì 5 e sabato 7 marzo alle 19.30, venerdì 6 marzo alle 20.45 e domenica 8 marzo alle 16, con biglietti ad Euro 39 ed Euro 36. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
Mistero Buffo_ph Giorgio Sottile.jpg

