"Il programma - è scritto nella presentazione - attraverserà linguaggi e formati diversi, dal teatro al circo contemporaneo, dalla danza, alla poesia o alla performance per piccoli gruppi ed esperienze site-specific, portando il pubblico in teatri, spazi culturali, luoghi domestici e location non convenzionali della città": il tutto realizzato in spazi e luoghi, quindici saranno le diverse location coinvolte, impreziositi dalle numerose eccellenze gastronomiche che negli anni hanno reso Play with Food un festival unico nel suo genere. Ed ancora il ritorno alle underground dinner, cene teatrali in luoghi segreti e case private quest'anno deputate ad ospitare ospiteranno La Tournée dei Soggiorni di Filippo Panìco, spettacolo comico-poetico tra poesia, stand-up, musica e improvvisazione che trasforma per una sera un soggiorno di casa in un piccolo teatro.
Ad aprire il programma, sabato 26 settembre alle ore 20 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, sarà Food del circense austriaco Michael Zandl, spettacolo senza parole tra circo contemporaneo e teatro in cui il gesto quotidiano del mangiare scivola progressivamente verso un rituale grottesco e ipnotico: durante l'aperitivo inaugurale sarà inoltre possibile assistere anche a Ricettario/lato B di Chiara Vallini, realizzato in collaborazione con Incanti – Rassegna Internazionale di Teatro di Figura, performance con una cuoca, un paio di spettatori, un paio di cuffie e una ricetta per trasformare gesti quotidiani in un piccolo mondo onirico e surreale.
Domenica 27 settembre alle ore 12.30, negli spazi di Paìs, sarà la volta di Mi chiamo Omar in cui Omar Suleiman, chef palestinese attivo a Napoli da oltre quarant'anni, tra cucina, ombre e memoria racconta l'esilio, la Palestina, le radici familiari e il viaggio verso Napoli: nel tardo pomeriggio di domenica 27 e lunedì 28 settembre, con doppia replica quotidiana a La Falegnameria, debutto in prima nazionale per Qui è dove ci incontriamo di Andrea Pizzalis e Giulia Scotti, racconto di una storia familiare frammentata e a lungo taciuta da cui nasce una ricerca fatta di ricordi, illustrazioni ed fotografie.
Lunedì 28 settembre alle ore 20.30 al il Cineteatro Baretti andrà in scena Pasta madre di Stivalaccio Teatro, spettacolo in cui il profumo del pane riapre la memoria di Fernanda, bambina nella Roma degli anni della guerra, tra fame, giochi, bombardamenti e coraggio: e sempre da lunedì 28 fino a mercoledì 30 settembre, con doppia replica ogni sera al Vermuttino, Teatrino Giullare presenta in prima nazionale Prosit. Un brindisi con Kafka, aperitivo con spettacolo ispirato al racconto Undici figli e ad alcuni frammenti dei diari di Franz Kafka. Di gradito ritorno si deve parlare, martedì 29 e mercoledì 30 settembre alle ore 20 alle Fonderie Ozanam, per Tortellini ucraini di Gloria Giacopini e Giulietta Vacis, spettacolo che partendo dal ricordo di un funerale e dalle ricette imparate da un'assistente ucraina, vede un'attrice preparare i tortellini, intrecciando memorie personali e testimonianze di donne migranti: riferito del trittico delle Underground dinner in programma dal 29 settembre al 1 ottobre, in case private e indirizzi comunicati soltanto agli spettatori prenotati, mercoledì 30 settembre e giovedì 1 ottobre alle ore 20.30 a Casa Luft ritorna l'artista libanese Hiba Najem con la prima nazionale di Freekeh – Il y a 40 jours ma tante est morte, nuova tappa della ricerca sulla teatralità del cibo e sulla trasmissione di ricette e saperi familiari. Nello spettacolo presentato da un lutto nasce una performance sul tempo della memoria, e cucinare il piatto preferito della zia scomparsa diventa gesto di cura e condivisione capace di trasformare il ricordo individuale in esperienza collettiva.
Venerdì 2 ottobre alle ore 20 il festival approda in Galleria San Federico con Slam with Food a cura di Atti Impuri Poetry Slam, con sei performer, tre minuti a testa e una giuria popolare scelta tra il pubblico per una sfida a colpi di versi sul cibo, la vita e tutto quanto il resto: sempre venerdì 2 e sabato 3 ottobre alle ore 20 alla Contrada Murazzi arriva Veglia del collettivo Menoventi, performance per i vent'anni della compagnia in una serata trascorsa insieme tra storie, buona musica e ironia filosofica: da ultimo il fine settimana conclusivo della quindicesima edizione di Play with food – La scena del cibo vedrà, sabato 3 e domenica 4 ottobre, l'Unione Culturale Franco Antonicelli trasformarsi nel teatro di Saga Salsa Noir di Qui e Ora, veglia funebre con un pasto che non viene mai servito e un mistero da risolvere: tra suspense, echi shakespeariani e commedia all'italiana, il pubblico viene coinvolto in una sorta di Cluedo surreale. Nei medesimi giorni, doppia replica alle ore 16 e alle ore 18 allo Spazio Mandorla, prima nazionale per Danza con le stagioni di Rika Yokoya, Marta Grespan e Ayumi Kato, un viaggio tra danza contemporanea, musica dal vivo, cerimonia del tè e artigianato dolciario, mentre a chiudere il programma, domenica 4 ottobre alle ore 11 e alle ore 17 in collaborazione con Casa Fools, sarà Per un raperonzolo di Cattivi Maestri, performance dedicata alle famiglie con due cuoche impegnate nella preparazione di una torta far rivivere la fiaba dei fratelli Grimm utilizzando ortaggi, mestoli, cucchiai e tutto ciò che trovano sul banco della cucina.
Per Play with food – La scena del cibo programma completo ed informazioni su costi e modalità acquisto biglietti disponibili su www.playwithfood.it.
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