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Silvia Frasson e la certezza che LA VITA SALVA
a cura di Roberto Canavesi
Visto a OFF Topic di Torino mercoledì 30 marzo 2022
di e con Silvia Frasson 

Produzione Archetipo in collaborazione con Montagne Racconta (TN) con il patrocinio di Aido Toscana 

Vincitore del bando L’Italia dei Visionari 2021 – selezionato dal gruppo di Visionari Teatro di Fertili Terreni Teatro
Un emozionante inno alla vita è La vita salva che Silvia Frasson interpreta in un monologo di rara intensità e forza teatrale, accorato resoconto di storie che trasudano energia al cui interno trovano spazio la vita e la morte: comune denominatore ad un racconto con protagonisti uomini e donne dalla straordinaria umanità il ricorrente rimando al cuore inteso tanto come organo pulsante, quanto come fulcro attorno cui ruotano le esistenze dei personaggi.

E’ di un cuore nuovo che Celeste, dieci anni, ha urgentemente bisogno per assicurarsi un futuro, così come sarà il cuore del proprio figlio quindicenne che una madre, disperata, consentirà di espiantare una volta appresa quella notizia che nessun genitore vorrebbe mai sentire. Ed ancora è nel tentativo di rinascere ad una nuova vita affettiva che una cinquantenne si affida ad un’app di incontri ed è proprio il cuore a tormentare la giovane infermiera indecisa se acconsentire o meno ad una proposta di nozze: persone diverse, sconosciute tra di loro, i cui destini si incontrano incrociandosi in una giostra degli affetti a tratti più prossima a sceneggiatura televisiva che ad una partitura teatrale. E se da una storia di morte fiorisce una nuova opportunità di vita, quel che impressiona è la capacità di definire con attenzione e minuzia le peculiarità dei singoli caratteri con una scrittura attenta ad assecondare il naturale scorrere di esistenze su cui, come affilata spada, pende quella componente di fatalità da sempre impietoso metronomo dell’esistenza umana.

Al centro della scena, con tre piazzati ad illuminarla, Silvia Frasson è splendida interprete di una carrellata di pagine di vita vissuta che spaziano dall’attesa per un futuro migliore alla disperazione per l’esistenza tragicamente interrotta: parole che la Frasson fa sue, indossandole come prezioso abito sartoriale per poi subito restituirle ad uno spettatore all’inizio incuriosito, poi sempre più emotivamente coinvolto, in un racconto a crescere che non può non emozionare. Sessanta minuti di un teatro da ascoltare, a tratti anche ad occhi chiusi, per lasciarsi trasportare in un mondo di gente comune che vive di piccoli ma significativi gesti, dimensione parallela portata in scena con un semplice cenno della mano, o una smorfia appena accennata: uno spettacolo da assaporare attimo dopo attimo che riconcilia con la miglior tradizione di quel teatro di parola, forse troppo spesso ridimensionato a semplice narrazione, che nel caso de La vita salva ha il grande pregio di alternare momenti intensi a passaggi più leggeri, proprio come accade in quella vita di cui si fissano in scena emozionanti istantanee.
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