In scena alle Fonderie Limone per la stagione dello Stabile torinese, il testo con drammaturgia a quattro mani di Linda Dalisi e Fabiana Iacozzili analizza l'ultimo miglio percorso da una famiglia prima di svanire nel vuoto, disamina affidata alla tragedia forse più cupa del teatro shakespeariano, Re Lear, riletta in modalità tale da esorcizzare dolore e solitudine attraverso il gioco teatrale: un progressivo senso di dissolvenza amplificato dal crescente annientamento delle funzioni cerebrali di una madre, ex attrice, colpita da una malattia neurodegenerativa alla quale rimane solo il ricordo del suo cavallo di battaglia, un monologo tratto da Re Lear.
"Il grande vuoto - scrive la Compagnia - contamina la narrazione teatrale con il video in presa diretta, per raccontare che le fotocamere di video sorveglianza e le loro immagini con visione notturna permettono a un figlio di continuare a vivere la propria vita ed entrare, senza essere visto, in quella del proprio genitore": osservare la propria madre giocare al solitario o fissare la televisione spenta, parlare con persone che non esistono del tutto trascurando la propria persona. Ed ancora vedere, impotente e rassegnato, il genitore stare seduta e ferma sul bordo del letto, passare la notte a tirare fuori dai cassetti fotografie, pezzi di carta e mutande sporche per poi rimetterli dentro.
Nel tentativo di raccontare una storia d'amore tra una madre, i suoi figli e un padre che muore, con Il grande vuoto ci si chiede cosa rimanga di noi e se resti qualcosa di quello che siamo stati mentre siamo prossimi alla fine: trasformare il dolore in poesia ed in bellezza, questa sembra essere la domanda delle domande, l'interrogativo ad accompagnare un racconto sull'ultima stagione della vita, periodo di bilanci e riflessioni, non di rado destinate a rimanere irrisolte, approfondito in un percorso teatrale stratificato che trae ispirazione da specifici modelli letterari come Una donna del Premio Nobel Annie Ernaux, Fratelli di Carmelo Samonà e I cura cari di Marco Annicchiarico.
Produzione Cranpi, La Fabbrica dell’Attore, La Corte Ospitale e Romaeuropa Festival, con il sostegno di Accademia Perduta / Romagna Teatri e Carrozzerie | n.o.t, drammaturgia di Linda Dalisi e Fabiana Iacozzilli, Il grande vuoto vedrà in scena Ermanno De Biagi, Francesca Farcomeni, Piero Lanzellotti, Giusi Merli con Mona Abokhatwa diretti da Fabiana Iacozzilli: repliche alle Fonderie Limone di Moncalieri giovedì 18 e venerdì 19 dicembre alle ore 20.45, sabato 20 dicembre alle ore 19.30, domenica 21 dicembre alle ore 16.00, con biglietti ad Euro 28 ed Euro 25. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
Il grande vuoto©Laila Pozzo.jpg

