Tredici giorni di Festival per una full immersion con diciannove momenti performativi, di cui undici prime nazionali, e un ricco programma di masterclass e incontri ancora in corso di definizione: ed ancora, al Teatro Astra utilizzato nei canonici spazi come in ambienti ai più sconosciuti, si affiancheranno la Fondazione Merz e il Coro di Santa Pelagia per un'offerta del tutto nuova nelle forme e nei contenuti, evidente segno della volontà di sparigliare le carte adottando un nuovo format non alieno da rischi per il quale sarà decisivo il riscontro del pubblico, e la qualità delle singole proposte.
"Nei tanti lavori incontrati durante questi mesi di ricerca - spiega Federica Rosellini - è emersa con forza una necessità comune: quella del teatro di tornare ad essere davvero un'agorà, uno spazio di confronto collettivo in cui riflettere insieme su un presente fragile, attraversato da crisi, guerre e trasformazioni profonde. Per questo abbiamo scelto di invitare moltə artistə che fanno del lavoro in coppia o in équipe il centro della propria pratica, portando sulla scena forme di pensiero condiviso e collettivo": scorrendo il programma della trentunesima edizione risulta evidente l'intento di proporre per lo spettatore non tanto, e non solo, un calendario di appuntamenti, quanto di coinvolgerlo in un'offerta culturale arricchita da focus sulla poetica dei singoli artisti e dei gruppi creativi. Ad impreziosire il tutto la consapevolezza che per alcuni nomi, tra gli altri Janaina Leite e Núria Guiu Sagarra, Shoß Company, Marco Donnarumma e Margherita Pevere, si tratta di una prima volta assoluta in Italia con la possibilità di presentare più di una performance e partecipare ad una serie di eventi collaterali: "con Federica Rosellini - precisa Isabella Lagattolla - abbiamo ragionato e progettato sempre in direzione di una scelta orientata a personalità del teatro contemporaneo provenienti da diverse parti del mondo, soprattutto under 45 e spesso al debutto italiano da noi. Accanto a loro in apertura di programma, un grande maestro della scena internazionale come Romeo Castellucci".
Tra le novità presenti nella ricca e concentrata programmazione si segnalano le presenze di Industria Indipendente, collettivo artistico e di ricerca di Erika Galli e Martina Ruggeri, della ricercatrice e performer Sara Leghissa come dell'artista visiva Francesca Grilli, mentre si può parlare di un ritorno alle Colline per i madalena reversa, coppia artistica e nella vita: ed ancora, sempre in tema di prime partecipazioni assolute, Margherita Pevere e Marco D'Agostin, Premio Ubu per la danza 2025, cui si affiancano il collettivo berlinese I Flinn Works e, in continuità con le consolidate politiche culturali del Festival, il poeta e performer libanese Hashem Hashem.
Se a Sergio Ariotti, presidente del Festival delle Colline Torinesi, è stato richiesto di occuparsi di eventi collaterali, di un documentario e di un progetto relativo all'Archivio del Festival, è sin da ora evidente l'attesa per il nuovo corso Lagattolla-Rosellini, direzione artistica artefice di un cartellone attento a non perdere di vista le preoccupanti zone d'ombra di quella realtà per tredici giorni messa sotto la lente di ingrandimento per esser analizzata in alcune delle sue più contradditorie ed inquietanti sfaccettature.
Programma completo e futuri aggiornamenti saranno disponibili nella sezione Festival del sito www.fondazionetpe.it dove, a partire dal 30 maggio, saranno anche disponibili informazioni e modalità di acquisto per biglietti e abbonamenti.
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