"30 milligrammi di Ulipristal - spiega la regista Paola Rota - è un'indagine, una scoperta: è la ricostruzione di un abuso, di una violenza subita. Procede in modo assolutamente non didattico: è un testo che racconta un evento traumatico, toccando punti politicamente rilevanti": scritto da una giovanissima autrice al tempo poco più che ventenne, il racconto pone di fronte lo spettatore ad una donna che, attraverso il rapporto con il proprio telefono e con le app, realizza una personale indagine prima il giorno dopo una festa, e poi sei mesi dopo questa giornata, con inaspettati esiti su quanto successo in una maledetta serata.
L'interlocutore principale sarà proprio il dispositivo telefonico, tutto quanto si racconta è all’interno del cellulare, e quello che prende forma è un dialogo con un oggetto che protegge, contiene e filtra una realtà molto spaventosa da conoscere e da affrontare: "il punto di partenza per me - conclude Paola Rota - era che non volevo lavorare sulla tecnologia, quindi non intendevo riproporre didascalicamente nulla di tecnologico, come dei video, ma volevo proprio cercare di capire cosa rappresenta questo strumento freddo e piccolo per una persona di vent'anni, cosa è diventato per milioni di persone, dove siamo quando siamo col cellulare in mano, che mondo ci contorna".
Produzione Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, regia di Paola Rota, 30 milligrammi di Ulipristal di Benedetta Pigoni vedrà in scena Eny Cassia Corvo, Lorenzo Fochesato, Sara Mafodda, Martina Massaro e Val Wandja: al Teatro Gobetti martedì 19, giovedì 21 e sabato 23 maggio alle 19.30, mercoledì 20 e venerdì 22 maggio alle 20.45, domenica 24 maggio alle 16, con biglietti ad Euro 28 ed Euro 25. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
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