adattamento e regia Fabrizio Falco
con Giovanni Alfieri, Federica D’Angelo, Fabrizio Falco, Giancarlo Latina
aiuto regia Eugenio Sorrentino; spazio scenico Luca Mannino; musiche originali Sergio Beercock
Teatro Libero di Palermo
Il rapporto uomo-donna e la visione/concezione del femminile, ma anche quell'umorismo, alias sentimento del contrario, dalla celebre immagine dell'omonimo saggio con l'anziana donna imbellettata ritornare a più riprese in numerose opere "spostando" la percezione del lettore/spettatore da toni ora da dramma, ora da commedia, financo di una possibile tragedia: tra le righe di O di uno o di nessuno tutto questo risalta con palese evidenza, rendendo agli occhi di oggi la commedia spiazzante bignami della poetica del suo autore pur in un intreccio riconducibile al periodo fascista, come peraltro testimoniato dai non pochi segnali dell'imperante maschilismo. Da queste premesse, pienamente consapevole di come limitarsi ad attualizzare l'originale impianto avrebbe potuto esporre l'intera operazione a non trascurabili rischi, nel suo adattamento Fabrizio Falco lavora di fioretto più che di sciabola, contaminando qua è là il testo di azioni e gesti dal forte simbolismo, a partire dalle sequenze iniziali recitate senza parlare in un'atmosfera da pantomima. Ed ancora, di fronte al finale da Pirandello bruciato in maniera un po' troppo sbrigativa, Falco sceglie di riscrivere l'epilogo facendo propria quella libertà interpretativa che, sempre, dovrebbe essere prassi consolidata nell'adattamento dei grandi classici.
Esito finale sono settanta minuti filati nello spazio scenico minimal di Luca Mannino, due letti, qualche sedia, lampade e un fondale scuro, a disegnare gli ambienti di un racconto che, oltre allo stesso Falco, ha in Giovanni Alfieri, Federica D'Angelo e Giancarlo Latina, i meritevoli interpreti dell'operazione di riscoperta teatrale: recupero di un'opera dai non pochi risvolti di interesse ancor oggi in grado di farsi apprezzare, al netto del restyling mirato alla necessaria decontestualizzazione, creando un trait d'union con il presente, mantenendo desta l'attenzione su tematiche e trattazioni quanto mai attuali seguendo la ciclicità della storia.
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