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Il minimalismo teatrale del CIRCLE MIRROR TRANSFORMATION
a cura di Roberto Canavesi
Valerio Binasco dirige il testo della drammaturga americana Annie Baker
Torino, al Teatro Carignano, da martedì 7 a domenica 19 aprile 2026
Marchio di fabbrica della nuova drammaturgia americana è la capacità di focalizzarsi su quotidianità e presente in modalità diretta e senza fronzoli, spesso ricorrendo ad una scrittura prossima al minimalismo di cui ci si serve per andare dritti al bersaglio in una rappresentazione fedele alla realtà, e per questo inquietante e spiazzante: tendenza cui non fa eccezione la penna di Annie Baker, drammaturga americana acclamata per l'abilità di fissare in potenti istantanee la vita quotidiana fotografata con sensibilità e ironia come nel caso di Circle Mirror Transformation, opera tra le sue più celebri ora oggetto dell'allestimento diretto da Valerio Binasco, in scena in prima nazionale al Teatro Carignano, per la nuova produzione dello Stabile torinese.

Il punto di partenza è in apparenza anonimo con cinque sconosciuti ritrovarsi in una sala di provincia per un corso di teatro dove poter affrontare con delicatezza e ironia le fragilità e i desideri nascosti dell'animo umano: sei settimane di esercizi teatrali porteranno i protagonisti a mettersi di continuo in gioco scoprendo, tra momenti comici e toccanti, legami inaspettati altrimenti inespressi senza la pratica dell'esercizio formativo teatrale: "Circle Mirror Transformation - scrive Valerio Binasco - parla di uno sparuto gruppo di allievi, quasi tutti di mezza età e oltre, di una piccola scuola di recitazione rurale, per dilettanti, in cui non succede quasi niente. A partire dal loro primo giorno di scuola, stiamo tutti a guardare cosa potrebbe succedere (…) ed intanto il treno va. E noi con lui. Dove? Ogni esperienza artistica è un viaggio, si sa".

Attraverso la scrittura della Baker, tradotta a quattro mani da Monica Capuani e Cristina Spina, vengono a galla i piccoli grandi drammi dell'esistenza e le quotidiane trasformazioni interiori che interessano anche i contesti più ordinari: alternando dialoghi realistici a silenzi carichi di significato prende forma una piéce ambientata nel teatro che riflette sul teatro, ma anche sulla vita e sullo scorrere impietoso di quel tempo che ci attraversa e indirizza il nostro agire, risultando alla fine celebrazione delle imperfezioni e del non detto, temi tanto cari alla poetica dell'autrice. "Perché - conclude Binasco - ho scelto questo testo? Cosa ci sto andando a fare? Cosa ci stanno andando a fare i personaggi alla scuola di Marty? Che viaggio rappresenta per loro? Cosa cerca un attore, professionista o dilettante che sia? Cosa cerca uno spettatore?": domande universali di fronte alle quali tutto si deve fare fuorché cercare risposte, consapevoli di come i personaggi in scena siano arrivati in quella scuola di teatro in preda ad un grande vuoto, ad un generale senso di privazione cui cercano di ribellarsi. Così facendo, in modalità forse del tutto inconscia, creeranno i presupposti per un incontro ravvicinato e forse salvifico con le dinamiche di quel processo creativo possibile strada di salvezza.

Nitido esempio di un teatro pensato e scritto per l'interprete, Circle Mirror Transformation è spettacolo fatto quasi totalmente di personaggi e di recitazione, e di pochissima regia, con lo spettatore messo nella condizione di vedere dei caratteri solo quello che gli stessi fanno, e di ascoltare solo quel poco che si dicono, potendo intuire la parte più profonda della loro vita, paure e sogni, amori vissuti o sognati al pari delle irrealizzabili necessità, arrivando ad averne un'indistinta percezione.

Produzione Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale e Teatro di Roma - Teatro Nazionale, traduzione di Monica Capuani e Cristina Spina con regia di Valerio Binasco, Circle Mirror Transformation di Annie Baker vedrà in scena Valerio Binasco, Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta: due settimane di repliche al Teatro Carignano il martedì, giovedì e sabato alle 19.30, il mercoledì e venerdì alle 20.45, la domenica alle 16, con biglietti ad Euro 39 ed Euro 36. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
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