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Il paradosso tra apparenza e realtà regna sovrano in MANDRAGOLA
a cura di Roberto Canavesi
Un grande classico del teatro ritorna nell'allestimento diretto da Jurij Ferrini
Torino, al Teatro Gobetti, da giovedì 28 maggio a domenica 14 giugno 2026
A volte ritornano, anche a teatro e così, per la terza volta in poco più di trent'anni, ecco riapparire l'universale forza comica de Mandragola, grande classico riletto da Jurij Ferrini e presentato in chiusura di stagione al Teatro Gobetti per il cartellone dello Stabile torinese: se Nicolò Machiavelli affidò alla saga di Messer Nicia e compagnia il compito di mettere alla berlina un mondo corrotto e privo di valori in cui tutti sono corruttori e corrotti, metafora dell'eterno gioco dei potenti verso i più deboli e più ignoranti, nella rodata rilettura di Jurij Ferrini non viene meno l'attenzione per il rimando al nostro presente, contemporaneità, più che mai dominata da avidità, manipolazione e finzione sociale. 

"Non so perché - scrive Ferrini - ma da almeno un paio di decenni mi pare che da queste latitudini non provenga più un buon vero teatro comico. Disaccoppiare le due maschere iconiche del teatro, quella tragica e quella comica, è pericoloso, oltre che sbagliato. Perché chi sta in alto e bene in vista, necessita di qualche graffio dagli artigli della satira, della commedia, della comicità": chi ha visibilità deve ben sapere se il possibile prezzo da pagare sia una particolare attenzione critica, attuata in modalità comica e satirica, consapevole che sottrarsi a questa prospettiva possa ingenerare il rischio di esercitare una subdola censura. E così anche lo spettatore di oggi è invitato a lasciarsi travolgere dal sottile e ficcante carico comico che ha attraversato il tempo fino a noi, impatto teatrale scaturito dalle leggende intorno a quella radice della pianta di mandragora da alcuni reputata strumento utile per risolvere i problemi di sterilità. 

Di allestimento rodato nel tempo si parlava, e con un altrettanto collaudato cast, ma non per questo Mandragola non è da considerarsi depositaria di originali elementi, come tiene a precisare lo stesso Ferrini sottolineando che "nessuna epoca precisa è raffigurata dagli abiti e dalla non scenografia, perché non aiuterebbero affatto l'azione che, bene incarnata dagli interpreti, da sola basta a chiarire quel che di ostico la lingua può talvolta offrire, sempre in modo divertente": non resta quindi che mettersi comodi e lasciarsi trasportare da un vortice comico di parole e situazioni in grado di divertire fino alle lacrime, sempre però con un occhio di riguardo a vizi e deformazioni dell'agire umano che, ai tempi di Machiavelli come oggi, impietosamente echeggiano in scena universalizzando un messaggio capace di fortificarsi con il trascorrere dei secoli. 

Produzione Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, regia di Jurij Ferrini, Mandragola di Niccolò Machiavelli vedrà in scena Jurij Ferrini con Matteo Alì, Alessandra Frabetti, Raffaele Musella, Federica Quartana, Michele Schiano Di Cola ed Angelo Tronca: repliche al Teatro Gobetti il martedì, giovedì e sabato alle 19.30, il mercoledì e venerdì alle 20.45, la domenica alle 16, con biglietti ad Euro 28 ed Euro 25. Info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
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