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Con Lagattolla-Rosellini cambia la cabina di comando del FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI
a cura di Roberto Canavesi
Il 2026 anno di svolta per la rassegna ideata e diretta per tre decenni da Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla
Tanto tuonò che alla fine piovve e così, a partire dalla trentunesima edizione dell'autunno 2026, il Festival delle Colline Torinesi. Torino creazione contemporanea si rifà il look e cambia management con Federica Rosellini affiancare Isabella Lagattolla per rafforzare una sinergia tra la rassegna torinese e la Fondazione TPE, di cui Rosellini negli ultimi tempi è l'assoluta punta di diamante artistica: a Sergio Ariotti, delle Colline ideatore e per trent'anni insostituibile direttore insieme a Lagattolla, sarà affidata l'organizzazione degli eventi collaterali e l'avvio del progetto di riordino e digitalizzazione del ricco archivio a futura disposizione di studenti, studiosi e pubblico. 

In merito all'ipotesi che l'edizione 2025, quella del trentennale, fosse punto di arrivo per una nuova ripartenza qualcosa era da tempo nell'aria: da questa premessa non può né deve suscitare più di tanto clamore il rinnovamento di una formula festivaliera che, dopo trenta edizioni di direzione condivisa, otto di collaborazione progettuale con la Fondazione TPE e venti di partnership con la Fondazione Merz, viene ora ridisegnata con Fondazione TPE entrare in pianta stabile nella stanza di comando: "abbiamo accettato la proposta di Fondazione TPE - spiega Isabella Lagattolla - accogliendo in co-direzione Federica Rosellini, un'artista che porterà il suo sguardo sulla creazione contemporanea. Con lei alla direzione resto io, a garantire continuità anche internazionale a una manifestazione che si rinnova nel solco della tradizione, aprendosi a nuove forme di sostenibilità e allargando la ricerca di giovani artisti da incoraggiare nel loro cammino"

Un binomio tutto al femminile, ideale incontro tra chi, Lagattolla, per trent'anni ha curato la parte organizzativa con particolare attenzione alla creazione contemporanea e alla scena internazionale del teatro e dell'arte, e un'artista dalla personalissima identità, Rosellini, capace negli anni di farsi apprezzare come regista, performer e drammaturga: nell'attesa di conoscere la strada intrapresa, possiamo solo ipotizzare che l'indirizzo della nuova direzione si muoverà verso la ricerca con un occhio di riguardo alle realtà emergenti e ad una visione progettuale e culturale al passo dei tempi. "Con Isabella - afferma Rosellini - intendiamo ridefinire e rinnovare la storica vocazione del Festival a esercitare uno sguardo dal margine. A partire dal nome stesso, Colline, ci interroghiamo su cosa significhi oggi assumere una posizione decentrata all’interno della città: non più un luogo geografico specifico, ma una postura critica e curatoriale"

A Isabella e Federica non resta che augurare buon lavoro, nella speranza che l'identità artistica di una rassegna dalla significativa storia con il nuovo corso vada incontro ad un rinnovamento che non faccia rima con tradimento.
Ad maiora!
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