"Se Warhol guarda il crash come immagine pubblica - sottolineano Rosellini e Lagattolla - Sebidi lo attraversa come immagine esistenziale: nei suoi dipinti figure umane, animali, antenati e forze naturali si intrecciano in organismi complessi dove la separazione tra vita e morte, passato e presente, individuo e comunità si dissolve. Il trauma non viene congelato nell’istante dell’impatto, diventa processo di trasformazione".
Da queste premesse l'idea di affiancare alla programmazione del Festival, un ciclo di quattro sessioni di approfondimento affidate al variegato team formato da Janaina Leite e Lara Duarte, Lisa Tatin, Marco Donnarumma e Margherita Pevere e, da ultima, Núria Guiu Sagarra: dieci giorni per avvicinarsi ed esplorare l'idea di crash consapevoli di come oggi guerre e crisi ecologiche, trasformazioni tecnologiche e fratture biografiche, siano occasioni per interrogare ed interrogarsi su ciò che sopravvive, non celebrando la fine delle cose, semmai evidenziando le nuove forme che possono nascere dalle loro macerie.
Partendo dal tema After the crash, se nel laboratorio condotto da Janaina Leite e Lara Duarte si lavorerà sull'idea che ogni drammaturgia nasca dall'incontro tra materiali eterogenei, che siano memorie e documenti, corpi ed immagini, sogni, archivi e finzioni, con Lisa Tatin si esplorerà la voce come luogo di memoria, metamorfosi e resistenza attraverso un lavoro che intreccia tecnica vocale, improvvisazione e movimento finalizzato ad ampliare la propria tavolozza espressiva ed esplorare le molteplici voci che la abitano. Ed ancora con Margherita Pevere e Marco Donnarumma si affronteranno, prima, l'idea di ecosistemi e corpi come entità in uno scambio continuo e poroso, in un crash che avviene su una scala temporale più che umana, ed a seguire il crash come possibilità di emergere di nuove forme di incarnazione, con e senza tecnologia. In conclusione Núria Guiu Sagarra proporrà di abitare la tensione tra movimento e fissità attraverso pratiche di improvvisazione guidata attraverso un processo esplorativo di come le immagini possano plasmare il corpo, di come i corpi producano immagini, e di come il movimento possa aprire spazi oltre la visibilità, la rappresentazione e le logiche digitali. "Le Masterclass -concludono Rosellini e Lagattolla - diventano un luogo per interrogare non tanto la catastrofe in sé. quanto il suo lascito. Che cosa nasce dopo una collisione? Quali immagini, quali linguaggi, quali corpi e quali comunità emergono dalle macerie dio un ordine precedente?".
La partecipazione a ciascuna Masterclass con candidature da inoltrare entro martedì 1 settembre tramite compilazione del relativo form, reperibile all'interno della singola sezione su www.tpeteatroastra.it, è vincolata alla selezione curata dagli artisti e della artiste coinvolte.
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