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Quel grande classico sull’ipocrisia umana di TARTUFO
a cura di Roberto Canavesi
Roberto Valerio dirige una versione che unisce satira corrosiva alla riflessione sulle nevrosi del nostro tempo
Torino, al Teatro Gobetti, da martedì 26 ottobre a domenica 7 novembre 2021
Anno che vai, anniversario che trovi, e se il 2021 è dedicato alle celebrazioni dantesche, il 2022 parlerà francese per il 400° anniversario della nascita di Jean Baptiste Poquelin, in arte Molière: tra i più grandi commediografi mai esistiti, macchina teatrale i cui testi imperversano ancor oggi sulle scene di mezzo mondo, dell’autore francese la triade Roberto Valerio, Giuseppe Cederna e Vanessa Gravina porterà in scena Tartufo, capolavoro rappresentato per la prima volta nel 1664 alla corte del giovane Luigi XIV, e subito oscurato dai feroci strali della censura.

Spostando l’azione dal Seicento all’Italia bene degli anni Settanta, servendosi della traduzione senza tempo di Cesare Garboli, nella doppia veste di regista ed interprete Roberto Valerio esplora la modernità dell’ambiguità di Tartufo, prototipo della ruffianeria e dello zelo religioso per convenienza, ma anche smascheratore indiretto del materialismo più bieco che avvelena la società odierna: "il più delle volte - scrive Valerio - le versioni sceniche del Tartufo si sono concentrate sull’ipocrisia. Non c’è dubbio che all’epoca in cui Molière scrisse la sua opera, i suoi obiettivi chiari erano i bigotti che usavano il rigorismo religioso come facciata per nascondere i loro empi comportamenti. Ora, 350 anni dopo, questa equazione va parzialmente modificata". E così il suo Tartufo, portato in scena da Giuseppe Cederna, non sarà un semplice impostore, ma molto di più, un profeta anticonformista, un guaritore che all’apparenza denuncia, maledice e combatte scagliandosi contro un mondo di materialismo e consumismo, di dissolutezza e amoralità.

Irrompendo in una famiglia borghese benestante, celando i suoi appetiti sessuali dietro una parvenza di santità, e mascherando il suo arrivismo senza scrupoli in un mistico disprezzo dei beni terreni, Tartufo arriverà a sconvolgere la quotidianità per raggirare il capofamiglia Ormone prima di esser smascherato da Elmira, l’unica persona capace di carpire le sue vere intenzioni: "come nel Teorema di Pasolini - conclude il regista - il protagonista lavora come un uragano, come una forza sovrannaturale, che con la sua radicalità scatena tutti i desideri e le furie trasformando il convenzionale e conformista vivere della casa".

Prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese con il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Toscana, nella traduzione di Cesare Garboli, Tartufo di Molière è diretto da Roberto Valerio, anche in scena con Giuseppe Cederna, Vanessa Gravina, Irene Pagano, Massimo Grigò, Elisabetta Piccolomini, Roberta Rosignoli e Luca Manganelli: fino al 7 novembre repliche al Teatro Gobetti martedì, giovedì e sabato alle 19.30, mercoledì e venerdì alle 20.45 la domenica alle 15.30 con biglietti ad Euro 28 ed Euro 25: info allo 011.51.69.555 o su www.teatrostabiletorino.it.
  • TARTUFO - foto di scena Marco Caselli Nirmal.jpg
    TARTUFO - foto di scena Marco Caselli Nirmal.jpg
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