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Ricchezza e povertà? La parola passa a DIO PLUTO
a cura di Roberto Canavesi
Visto al Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese il 2 febbraio 2018
da Aristofane 

scritto e diretto da Jurij Ferrini

con Jurij Ferrini, Francesco Gargiulo, Rebecca Rossetti, Federico Palumeri e Andrea Peron

Progetto URT
Leggi Aristofane e pensi ai tempi del liceo quando le sue commedie erano capaci di alleggerire la quotidianità strappandoti più di sorriso; poi arrivi a teatro e scopri parole e personaggi ancor oggi in grado di far ridere servendosi di una forza teatrale che travalica lo scorrere del tempo. 

Tutto questo lo ha ben compreso Jurij Ferrini che con il suo Progetto U.R.T. porta in scena dio Pluto, rilettura attualizzata di uno dei classici del commediografo greco sotto forma di divertente spettacolo fresco di debutto: ottanta minuti filati per riflettere intorno al ruolo giocato da denaro e ricchezza sui destini umani, racconto con protagonisti due uomini, Cremilo e Carione, un derelitto cieco, che presto si scopre essere la divinità del titolo, ed una serie di personaggi a metà tra l'umano ed il divino. Da un lato l'ostinato Cremilo impegnato nel tentativo di risanare Pluto, reso cieco dalla volontà di Zeus, con la speranza che riacquistata la vista il dio possa riprendere ad elargire il benessere solo agli onesti; dall'altro Madama Povertà decisa a convincere i due uomini di come l'equa distribuzione della ricchezza sia in realtà rimedio peggiore del male, concreto pretesto che indurrebbe gli uomini a non più impegnarsi e lavorare, lasciandoli in balìa di ozio ed inedia. Il tutto sino ad un finale che regala allo spettatore un disarmante dubbio, se a trionfare sia realmente un'idea di giustizia o piuttosto l'utopica ed ingannevole fantasia della stessa. 

Tradurre tutto questo in scena è possibile a patto di creare un collegamento con l'oggi, trovare concreti appigli tra l'imperfetto presente e la straordinaria modernità della lezione originaria: ed in questo Ferrini è assai abile nel dar vita ad una riscrittura che, senza mai tradire il dettato di partenza, ne attualizza il messaggio con buffi richiami ad un presente affatto lontana dalla classicità. Satira politica e spietata analisi dei tempi vanno a braccetto con ritmi sostenuti, in un succedersi di comicità mai fine a se stessa, semmai sempre depositaria di quell'amaro retrogusto che accompagna la consapevolezza di quanto il ritratto della scena sia a ben vedere impietoso specchio della realtà.

Nel complesso assai godibile, anche per gli azzeccati costumi di Paola D'Arienzo, dio Pluto deve il suo successo alla presenza dell'applauditissimo Ferrini come dei non meno bravi Francesco Gargiulo, Rebecca Rossetti, Federico Palumeri e Andrea Peron, divertiti e divertenti interpreti di una graffiante messa in scena con non pochi spunti per una caustica riflessione sulla situazione economica contemporanea.
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