immagine home.jpg
Musica ribelle. La forza dell'amore con le canzoni di Finardi
a cura di Giancarlo Zappoli
Visto il 30 settembre 2017 al Teatro Nuovo
Testo e drammaturgia di Francesco Niccolini su soggetto di Pietro Contorno / Produzione: Todomodo e Bags Entertainment / Regia di Emanuele Gamba /Musiche: Eugenio Finardi / Direzione musicale: Stefano Brondi

Band: Filippo Bertipaglia, Andrea Mandelli (studenti del CPM Music Institute), Francesco Inverno / Scene: Massimo Troncanetti / Costumi e complementi di scena: Blender Soluzioni Creative / Disegno luci: Marco Giusti / Azioni coreografiche: Chelo Zoppi con l’assistenza di Asia Pucci / Grafica e comunicazione: Raffaele Commone / Direzione artistica: Pietro Contorno

Interpreti:  Federico Marignetti, Massimo Olcese, Arianna Battilana, Mimosa Campironi, Alessandro Baldi, Gabriel Glorioso, David Marzi, Marta Paganelli, Filippo Paglino, Albachiara Porcelli, Benedetta Rustici, Luca Viola
Il signor Hugo affitta a un gruppo di rapper, graffitari e dj una cantina dove loro, senza dirglielo, intendono preparare un rave party. Tra loro ci sono personalità molto diverse e anche contrastanti. Nello stesso luogo il 29 settembre 1983 si riunisce un collettivo che intende manifestare contro l’uccisione di Salvador Allende. Seguiamo l’evolversi di 7 giorni del gruppo e di 7 anni del collettivo.

Ci avevano provato a partire dal debutto del 6 aprile 1999 di Mamma mia a utilizzare canzoni edite in anni diversi da un gruppo (gli Abba) facendole diventare elementi fondamentali di un musical. Costruendogli intorno una storia avevano creato un successo planetario. Forse Musica ribelle. La forza dell’amore non diventerà un successo planetario (anche se glielo auguriamo) ma di certo è un tentativo analogo e riuscito. Riuscito innanzitutto perché ci fa sentire anche emotivamente quanto le canzoni di Eugenio Finardi abbiano avuto un senso in un passato di qualche decennio fa e lo abbiano conservato intatto anche ai nostri giorni. Sia che si sia occupato di tematiche sociali, sia che si sia rivolto all’intimità dei rapporti sentimentali Finardi è sempre andato al centro delle cose chiamandole con il loro nome (anche quando trattava argomenti come la tossicodipendenza) e non vergognandosi di essere romantico quando scriveva “Patrizia” ma anche di ricordare come l’amore “sia fatto di gioia ma anche di noia”. 

Ci voleva però il coraggio di una produzione come Todomodo (che aveva già dato prova di possederne con Spring Awakening) che ora non si rifà a uno spettacolo già esistente ma ne crea uno totalmente nuovo ed originale. Emanuele Gamba ha saputo gestire il testo offertogli da Francesco Niccolini plasmando un gruppo di giovani interpreti che non perdono mai, neppure per un istante, la consapevolezza dell’epoca in cui sono calati i loro personaggi, Il passaggio dall’oggi agli anni Settanta è segnalato da proiezioni decisamente efficaci che, in diversi casi, diventano parte integrante della narrazione. 

Dal punto di vista della riflessione poi il signor Hugo, che adombra in parte la figura di Finardi, diventa l’elemento di snodo. Perché è vero che, come afferma Gamba nelle note di regia, c’è “Una verità in cui io credo: che in ogni epoca e ad ogni latitudine uomini e donne abbiano un bisogno pressoché unico, il bisogno di curare paure e debolezze con quella che Eugenio chiamò ‘la forza dell’amore’” ma si avverte (attraverso il suo incontro con Lara) non una nostalgia del passato quanto piuttosto la necessità di un cambiamento.



Di fronte a un gruppo di giovani che si fanno di droghe (come allora), che si amano (come allora), che si confrontano anche aspramente (come allora) si sente nel presente l’assenza di un’ideale. La ribellione è sterile è ha bisogno sì della forza dell’amore ma anche di uno sguardo che vada oltre i confini di una cantina. Quello di Hugo, nonostante disillusioni e arretramenti, aveva saputo farlo con una consapevolezza che sembra evaporata ma invece può diventare memoria che sia stimolo per una nuova ribellione positiva che vibri nelle ossa ed entri nella pelle. Anche perché ce n’è più che mai bisogno.
  • Musica ribelle. La forza dell'amore
    Musica ribelle. La forza dell'amore
    archivio
    cookie law
    privacy