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Con PORTE APERTE protagoniste le realtà teatrali del territorio
a cura di Roberto Canavesi 
Dieci progetti, due filoni, un unico sguardo sulla creatività contemporanea
Torino, al Teatro Astra, da venerdì 23 a giovedì 29 ottobre 2026
In apertura e in chiusura di stagione 26.27 la Fondazione TPE diretta da Andrea De Rosa propone un focus sulla creatività locale con il ciclo Porte aperte, progetto che spalanca il Teatro Astra alle compagnie del territorio e alle nuove generazioni della scena: una settimana ad ottobre 2026, ed una a giugno 2027, pensate con il dichiarato obiettivo di creare occasioni concrete di incontro tra artisti ed artiste, tra operatori, operatrici e pubblico, riaffermando l'importanza del teatro come spazio di ascolto e valorizzazione per le produzioni indipendenti contemporanee. E se nel prossimo mese di giugno protagoniste saranno realtà piemontesi under 35, l'ultima settimana di ottobre vedrà in scena compagnie riconducibili al territorio in serate diverse tra di loro per genere e natura della proposta.

Il programma si apre venerdì 23 ottobre con Può capitare di sentirsi borghesi, progetto Riff-Raff di Greta Cappelletti, diretto da Michele Maccagno, per una riscrittura contemporanea del celebre film Dogville con dieci interpreti trasferire le dinamiche della pellicola di Lars von Trier all'interno di un quartiere popolare italiano: l'inaspettato arrivo di una presenza estranea incrina gli equilibri della comunità portando alla luce paure, desideri e contraddizioni collettive, e  costringendo gli abitanti ad una riflessione lucida e spietata sui rapporti di potere, sull'inclusione e sui meccanismi che regolano la convivenza sociale.

A seguire, sabato 24 ottobre, Albamaria Porto per Asterlizze APS firmerà Acquaculture_prima tappa, installazione immersiva con i testi di Caroline Baglioni ed il pubblico chiamato a vivere un'esperienza di ascolto intima e sensoriale: voce, suono ed immaginazione saranno gli elementi fondanti un progetto teso all'esplorazione del profondo legame tra esseri umani, acqua ed ecosistemi, viaggio poetico che intreccia memoria, percezione e urgenza ecologica. Ed ancora, domenica 25 ottobre, la danza sarà protagonista con To get there, produzione Eko Dance Project per un pomeriggio performativo in cui riflettere sul concetto di attraversamento mettendo al centro il percorso più che la destinazione: in scena il corpo diventerà strumento di esplorazione di limiti, trasformazioni e possibilità di incontro, all'interno di un itinerario di ricerca scandito da movimento, relazione e cambiamento.

Una breve pausa e si arrivare a mercoledì 28 ottobre con Ma verrà un giorno che tutte quante…, produzione Areté APS realizzata in collaborazione con ANPI – Sezione "Nicola Grosa" ed interpretata da Manuela Marascio: un viaggio nella memoria collettiva avviato dalle testimonianze delle donne che animarono la Resistenza piemontese, figure spesso rimaste ai margini della narrazione storica ufficiale. Una carrellata di storie, nutrite di coraggio, scelta e partecipazione civile, che si intrecciano nel racconto capace di parlare al presente per quello che si annuncia essere l'omaggio alla memoria femminile e al valore dell'impegno collettivo.

L'ultima tappa della prima parte di Porte aperte è in programma giovedì 29 novembre con il Catalogo estraneo che Viola Carinci, Marcello Spinetta e Christian di Filippo realizzano per AMAranta Indoors ispirandosi ai testi di Julio Cortázar: come suggerito dal titolo, spazio ad un catalogo umano in continua trasformazione, capace di interrogare il nostro modo di guardare gli altri, per una riflessione a tutto campo sul significato di appartenenza e alterità nel mondo contemporaneo alimentata dall'ascolto di frammenti di vite, incontri e identità capaci di sottrarsi a definizioni univoche.

Tutti i titoli del ciclo Porte aperte avranno inizio alle ore 20, tranne che domenica 23 ottobre con inizio alle ore 17, con biglietti ad Euro 15 ed Euro 12: programma completo sul sito www.fondazionetpe.it ed informazioni allo 011.56.34.352.
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