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Bella figura
a cura di Giancarlo Zappoli
Visto al Teatro Carcano il 18 ottobre 2018
di Yasmina Reza 
Traduzione Monica Capuani 
Scena e luci Gianni Carluccio 
Costumi Gemma Mascagni 
Con Anna Foglietta,   Paolo Calabresi,  Lucia Mascino,  David Sebasti 
Regia Roberto Andò 
Produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo 
da giovedì 18 a domenica 28 ottobre 2018 al Teatro Carcano
Yasmina Reza è diventata nota al grande pubblico grazie a un film di grande qualità come Carnage che portava sul grande schermo il suo testo teatrale Il Dio della carneficina. L’autrice, a proposito di Bella figura ha dichiarato: «Nelle mie opere non racconto mai vere e proprie storie, dunque non dovrebbe sorprendere se lo stesso accade anche qui. A meno che non si consideri l’incerta e ondeggiante trama della vita, di per se stessa, una storia». Questo è senz’altro vero ma la differenza che appare più evidente rispetto allo spettacolo che ha ampliato la sua fama è comunque notevole. In Carnage si prendevano le mosse dal tentativo di un comportamento ‘civile’, dettato dalle regole che la società prevede come accettabili, anche nel momento in cui si deve dirimere un possibile conflitto, per poi farle progressivamente saltare tutte. Qui invece la tensione è alta sin dall’inizio e ogni personaggio, con l’eccezione della madre un po’ svagata, è preda di tensioni e pulsioni che non tardano a esplicitarsi. 

Se l’Andrea di Anna Foglietta è una farmacista farmacodipendente divisa tra le tensioni della sua relazione e il suo ruolo materno, il Boris di David Sebasti è costantemente teso, a partire dal suo andirivieni iniziale. Non sta meglio l’altra coppia in cui una rigida e normativa Françoise, interpretata da una Lucia Mascino capace di dare credibilità al suo progressivo ‘umanizzarsi’, tiene in piedi un matrimonio con un Eric a cui Paolo Calabresi regala le connotazioni di un aspirante seduttore. Nel mezzo c’è l’Yvonne di Simona Marchini, preoccupata per la propria borsa e ormai impegnata e ripetere cose già dette.

La regia di Andò, con quel sipario in movimento che scandisce il succedersi dei vari quadri, contribuisce a raggelare la messa in scena costringendo gli attori quasi a combattere con la ‘non storia’ di Yasmina Reza come se sentissero la necessità di insufflare calore al nonsenso che a volte nella vita si finisce con il dare a comportamenti e situazioni inattese.
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