"Questa trentunesima edizione - spiega Federica Rosellini - porta con sé molte novità: un forte lavoro di scouting internazionale e multidisciplinare, la presenza prevalente di artiste donne e non binarie under 45, moltə artistə ospitatə per la prima volta in Italia e numerose prime nazionali. Allo stesso tempo abbiamo sentito l'urgenza di riportare in Italia artistə italianə molto riconosciute all'estero ma ancora poco presenti nelle nostre programmazioni": partendo dall'immancabile "segno d’artista", immagine simbolo di ogni edizione quest'anno dovuta alla creatività di Guendalina Urbani e del suo finestrino spezzato a richiamare le Car Crash Series di Andy Warhol, ha preso forma un cartellone al cui interno trovano spazio differenti aree tematiche, dall'indagine su corpo e tecnologia a quella sul futuro, sempre con un occhio di riguardo al rapporto tra arte e contemporaneità, cifra identitaria della rassegna sin dalla prima edizione.
Dopo la due giorni di anteprima alla Fondazione Merz con il Credere alle maschere di Romeo Castellucci, martedì 6 e mercoledì 7 ottobre, evento performativo che riflette sul conflitto tra immagine e legge, violenza del linguaggio e responsabilità collettiva, si entra nel vivo del programma al Teatro Astra con l'artista brasiliana Janaina Leite, attesa per la prima volta in Italia con il suo spettacolo Stabat Mater, in scena giovedì 8 e venerdì 9 ottobre, in cui sarà presente con sua madre e un pornoattore mascherato: a seguire due performance, Deeper One programmata da giovedì 8 a sabato 10 ottobre con un'esperienza immersiva per singolo spettatore, e The Material and Immaterial Body in its Borderline presentata venerdì 9 ottobre dove racconta il suo percorso di indagine sul corpo materiale e immateriale.
Tra le novità dell'edizione 2026 la partecipazione di Industria Indipendente, collettivo artistico e di ricerca di Erika Galli e Martina Ruggeri, atteso sabato 10 ottobre alla Fondazione Merz nel dittico Quixote / Dammi i brividi – ma non per la paura (video) e Quixote / A rose is not a rose (solo) con in scena Anna Maria Ajmone e in video Silvia Calderoni: di ritorno invece si deve parlare per Sara Leghissa, artista, ricercatrice e performer milanese protagonista sempre sabato 10 ottobre alla Fondazione Merz con Muscles [Public Literature"> per una riflessione sull'opera di Kathy Acker con la palestra diventare campo di lotta queer, dove muscoli e desiderio sabotano norme morte e strutture oppressive attraverso una letteratura pubblica e ribelle.
La prima settimana del Festival si concluderà con la Schoß Company di Lisa Tatin e Simona Gallo, compagnia svizzera protagonista di una ricerca interdisciplinare in una doppia proposta domenica 11 ottobre alla Fondazione Merz: con LAB21_Mon corps n'obéit plus si immagina un corpo che capta e disturba, fatto di sensori che lo rendono interfaccia sensibile, mentre in Personne ne ramasse ma langue due voci attraversano e abitano il pubblico unendo corpo e parola, dando vita ai testi poetici di autrici impegnate come Lisette Lombé, Laura Vazquez e Stéphanie Vovor: "con Federica Rosellini -precisa Isabella Lagattolla - abbiamo ragionato e progettato sempre in direzione di una scelta orientata a personalità del teatro contemporaneo provenienti da diverse parti del mondo, soprattutto under 45 e spesso al debutto italiano da noi. Accanto a loro in apertura di programma, un grande maestro della scena internazionale come Romeo Castellucci".
Dopo il giro di boa la programmazione prosegue con Marco Donnarumma, artista performativo dell'audio e dei nuovi media atteso lunedì 12 ottobre al Coro di Santa Pelagia con Ex Silens + Niranthea, debutto italiano di un lavoro che reinventa l'ascolto come atto politico all'interno di un rituale sensoriale che abita la sordità come altra percezione: a seguire, martedì 13 ottobre al Teatro Astra, l'artista visiva Francesca Grilli presenterà Sparks, performance partecipativa che rovescia il rapporto di potere tra adulto e bambino attraverso la lettura della mano in un percorso in cui l'infanzia diventa guida e custode di visioni.
Padovano lui, palermitana lei, ritornano mercoledì 13 ottobre al Teatro Astra i madalena reversa, con la composizione di Olivier Messiaen Pour la fin du temps, installazione luminosa e sonora ispirata al quartetto diretto nel campo di concentramento di Görlitz, mentre giovedì 14 ottobre sempre al Teatro Astra Margherita Pevere presenta in prima italiana Lament, una performance che esplora storie trascurate ed ecologie post-incendio rivolgendo lo sguardo al fuoco oltre l'evento spettacolare, e concentrandosi sulle sue conseguenze meno visibili.
Se venerdì 15 ottobre al Teatro Astra arriverà Marco D'Agostin, Premio Ubu per la danza 2025, con uno spettacolo che è anche teatro e parola dal titolo Asteroide, in cui un misterioso paleontologo si presenta al pubblico per discorrere, ironicamente, di ossa, estinzioni e materiale cosmico, l'ultimo fine settimana si apre alla Fondazione Merz, venerdì 16 e sabato 17 ottobre, con il collettivo berlinese I Flinn Works riflettere in Carbon Negative sui crediti di carbonio e sulla questione del greenwashing, spettacolo tra laboratorio e performance che invita il pubblico a scegliere, riflettere e agire su un futuro climatico possibile. Sempre venerdì 16 ottobre si ritorna al Coro di Santa Pelagia per un tributo alla scena artistica libanese, elemento di continuità nelle politiche culturali del Festival, con il poeta e performer Hashem Hashem proporre ﯾﺑﻘ ﻰاﻟذ ي The Sound that –اﻟﺻّوت Remains, performance che parte dall'esplosione del porto di Beirut del 2020 per giungere alle nuove guerre del 2024 e 2026, aggiungendo stratificazioni di suoni, ferite e memorie.
Il sipario sulla trentunesima edizione calerà definitivamente sabato 17 e domenica 18 ottobre al Teatro Astra con la due giorni dedicata alla coreografa e danzatrice catalana Núria Guiu Sagarra al suo debutto sulla scena italiana: l'artista presenterà prima Supermedium, performance nel quale otto corpi femminili o non binari agiscono come medium, canalizzando movimenti provenienti da tempi e contesti diversi, per poi a seguire cimentarsi in POV, assolo che esplora un corpo posseduto da una molteplicità di altri corpi, immagini e immaginari, provenienti da tempi e spazi differenti, siano essi reali o fittizi.
Per il Festival delle Colline Torinesi. Torino Creazione Contemporanea programma completo di date e orari disponibile nella sezione Festival del sito www.fondazionetpe.it: biglietti a Euro 15 con la possibilità di sottoscrivere differenti formule di abbonamenti.
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